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Tre donne sfidano gli stereotipi: dalla benzinaia all’autista di bus fino all’imprenditrice agricola

di Luca Urgu
Tre donne sfidano gli stereotipi: dalla benzinaia all’autista di bus fino all’imprenditrice agricola

Dal distributore sulla 389 al mercatino di piazza Italia fino al volante dei “postalini”: tre testimonianze su lavoro, parità e coraggio nell’8 marzo

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Nuoro Tris di donne. Non si gioca a poker, ma è la vita. Che distribuisce spesso in maniera casuale le carte. Non tutte quelle che vengono servite sono buone e giuste, ma con quelle si deve andare avanti. E possibilmente rilanciare. Con il bluff si fa poca strada. Le scorciatoie non servono. O servono a poco. Lo sanno bene tre donne del Nuorese che raccontano le loro esperienze di lavoro, parità di genere e rispetto, in occasione dell’8 marzo, festa internazionale della donna. Alcune di loro fanno anche dei lavori, praticati e considerati fino a poco tempo fa di pertinenza esclusivamente maschile. Spesso però i veti, come raccontano loro stesse, sono solo mentali. E occorre invece osare con coraggio. Tetta Mameli, 38 anni, di Mamoiada, fa la benzinaia nell’impianto di carburanti della 389 all’ingresso di Nuoro. Ipotizzava di lavorare nel mondo della musica che rimane la sua grande passione, ma poi la direzione è stata un’altra: «Sono al distributore ormai da sei anni. Non credevo in passato di poter fare questo lavoro, diciamo che è capitato. Posso dire che tra un’alba e l’altra il tempo scorre molto veloce. Devo però dire che mi piace, mi trovo bene, sono in mezzo alla gente. E a fine giornata sono serena», dice la benzinaia e madre di due figli. Parlare di mansioni maschili e femminili per lei ha poco senso: «Credo che oggi una donna possa fare tutto. Magari può non fare dei lavori dove richiede uno sforzo fisico eccessivo, ma per il resto non ci sono limiti». Poi un pensiero sulle ricorrenze: «Sarà veramente la festa della donna quando non ci saranno più le donne trattate male, uccise per un amore che sembra tale, ma non lo è affatto».

Valeria Bellodi, 56 anni, di Ottana, ha un’azienda agricola che produce uova da galline allevate all’aperto. Il sabato mattina all’alba raggiunge con il suo furgone piazza Italia nel capoluogo dove si tiene da anni il mercatino: «Faccio questo lavoro da quando avevo 11 anni. Sono nata in mezzo alle galline praticamente – dice l’imprenditrice –, è un lavoro duro sicuramente, perché in azienda non ci si occupa solo della vendita ma dietro c’è molto di più. La raccolta del prodotto, la parte burocratica, arrivare a un prodotto genuino e sicuro. Insomma, ci sono tanti sacrifici, anche a livello familiare. La nostra è un’azienda tramandata da padre in figlio. E da un’azienda ne sono nate due. Mia sorella si occupa del nord Sardegna e io del Nuorese. Quindi per noi è anche una grande soddisfazione: due donne che sono riuscite a tenere questa azienda e che continuano a mandarla avanti. Un vero orgoglio e oltre alle uova abbiamo una serra dove coltiviamo funghi. Insomma ci si da da fare».

Amata Podda, di Orgosolo, è una delle tre autiste del parco auto Atp di Nuoro, l’azienda di trasporto pubblico. All’inizio, più di vent’anni fa, vederla al volante destava più di una curiosità tra i passeggeri dei bus, meglio noti in città come i postalini. «Appena ho compiuto 21 anni ho preso la patente D, poi la C che abilita alla guida dei camion e la K per taxi e noleggio con conducente», racconta Amata che la passione per la guida l’ha sempre avuta: «Usavo il trattore nell’azienda agricola di famiglia. Poi è capitato questo lavoro e dopo tanti anni sono contentissima di continuare a farlo». Quindi, dalle sue parole emerge una piccola censura e contemporaneamente uno stimolo all’universo femminile: «Purtroppo nella nostra professione ci sono troppe poche donne ed colpa nostra secondo me, perché dobbiamo avere i requisiti per poter partecipare anche ai concorsi e ci dobbiamo da fare. Anche ora dall’azienda è stato appena espletato un concorso, ma hanno partecipato solo tre ragazze. Passi in avanti ne abbiamo fatto tanti, ma ne possiamo fare ancora. Dobbiamo avere le stesse opportunità degli uomini e possiamo fare tutti i lavori. Chi ci conosce sa quanto siamo determinate».

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