La Nuova Sardegna

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Luoghi della cultura

Restauro conservativo dell’Antico caffè Tettamanzi, oltre 66mila euro dal ministero della Cultura

di Alessandro Mele
Restauro conservativo dell’Antico caffè Tettamanzi, oltre 66mila euro dal ministero della Cultura

La Soprintendenza chiarisce l’iter che ha portato all’erogazione del contributo per lo storico caffè letterario di Nuoro

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Nuoro «Un contributo di 66.730 euro concesso dal ministero della Cultura per il restauro dell’Antico caffè Tettamanzi». Lo precisano gli uffici della Soprintendenza competente nelle province di Sassari e Nuoro, all’indomani dell’annuncio, dato da La Nuova Sardegna, dell’avvio dei lavori per il restauro conservativo del caffè letterario di corso Garibaldi per il quale i proprietari, la famiglia Murgia, avevano dichiarato di stare procedendo con risorse proprie. E in parte, per il momento, è così, considerato che il contributo del Ministero verrà erogato solamente al termine dei lavori.

Ma nella nota della Soprintendenza emergono altri dettagli interessanti sul percorso che ha portato al restauro conservativo. «L’Antico caffè Tettamanzi – spiegano dagli uffici di Sassari – è stato dichiarato “di importante interesse culturale” in quanto “pregevole esempio di architettura e decorazione di derivazione neoclassica ma di gusto eclettico, nonché testimone della storia sociale e culturale nuorese tra il 19esimo e il 20esimo secolo". Da anni continuativamente aperto al pubblico, il locale non è finora stato oggetto di un restauro conservativo attento e adeguato. Al contrario – proseguono –, nel corso degli ultimi decenni, prima che ne venisse dichiarato l’interesse culturale, sono stati eseguiti una serie di interventi di manutenzione condotti quasi a livello amatoriale, che hanno sensibilmente modificato la struttura originaria. Questa condizione si è aggravata anche con la perdita di diversi specchi decorati e di alcune decorazioni lignee dell’ambiente principale, cuore pulsante dell’ambiente ideato (e progettato, ndr), alla fine dell’800 dall’ebanista piemontese Antonio Tettamanzi».

E aggiungono: «Lo scorso 30 maggio 2025 il progettista incaricato dalla proprietà ha presentato istanza per l’autorizzazione all’esecuzione dei lavori, unitamente all’articolata documentazione necessaria per la richiesta di contributi economici per interventi di restauro conservativo. Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio prevede infatti la possibilità, per il ministero della Cultura, di contribuire alle spese sostenute dai proprietari per la conservazione del patrimonio culturale, fino a un massimo del 50 percento dell’importo riconosciuto ammissibile».

«Le procedure di autorizzazione e di concessione dei contributi comportano una complessa istruttoria, che si inserisce in una programmazione finanziaria annuale. A conclusione dell’istruttoria tecnica, il 9 luglio 2025 la Soprintendenza ha autorizzato l’intervento ed espresso parere favorevole all’ammissibilità del progetto al contributo pubblico. Il giorno successivo, la stessa Soprintendenza ha trasmesso la proposta di finanziamento quantificando l’importo ammissibile in 133.460 euro e proponendo il contributo massimo previsto per legge. Con decreto del 3 dicembre 2025, il Ministero ha confermato l’assegnazione di 66.730 euro. Il 12 marzo 2026 il progettista incaricato ha trasmesso la comunicazione di inizio lavori, indicando le imprese e i professionisti coinvolti. Il 23 marzo si è svolto il primo sopralluogo. L’intervento mira a eliminare le superfetazioni degli ultimi decenni, rintracciare le cromie originali, restaurare gli specchi decorati, con il fine di recuperare e conservare l’integrità storico-artistica del locale».

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