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Atto intimidatorio

Attentato alla vicesindaca, una bottiglia incendiaria è stata lasciata nella sua auto – Cosa sappiamo

Attentato alla vicesindaca, una bottiglia incendiaria è stata lasciata nella sua auto – Cosa sappiamo

Indaga la polizia di Stato, solidarietà dalla presidente della Regione

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Lanusei Una bottiglia contenente liquido infiammabile è stata lasciata nella notte tra ieri e oggi, lunedì 20 luglio, sulla Fiat Punto della vicesindaca di Lanusei, Maria Tegas, parcheggiata in via Siccardi. Secondo i primi accertamenti, il piano avrebbe dovuto provocare un incendio, ma l’innesco non è entrato in funzione a causa di un difetto nel confezionamento dell’ordigno artigianale. L’episodio è stato scoperto nelle prime ore della mattina e ha fatto immediatamente scattare l’allarme. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare i responsabili del gesto intimidatorio. Le indagini sono affidate alla polizia di Stato. La notizia ha suscitato immediatamente reazioni di condanna nel mondo istituzionale. La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha espresso la propria solidarietà alla vicesindaca e all’amministrazione comunale di Lanusei. «Esprimo la mia piena solidarietà alla vicesindaca di Lanusei, Maria Tegas, vittima di un gravissimo atto intimidatorio», ha dichiarato la governatrice. «È un gesto che condanno con assoluta fermezza. Chi sceglie la violenza e la minaccia per colpire un amministratore colpisce le istituzioni democratiche e l’intera comunità. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine perché i responsabili siano individuati rapidamente. A Maria Tegas, al sindaco Davide Burchi e a tutta l’amministrazione comunale va la vicinanza della Regione Sardegna». Gli investigatori stanno ora lavorando per chiarire il movente dell’episodio e verificare eventuali elementi utili all’identificazione degli autori. Il mancato funzionamento dell’innesco ha evitato conseguenze che avrebbero potuto essere ben più gravi, ma l’accaduto viene considerato dagli inquirenti un chiaro e preoccupante atto intimidatorio nei confronti della rappresentante istituzionale.

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