La Nuova Sardegna

Nuoro

Il riconoscimento

Poesia, il Premio Parco Majella va a Luigi Natale

di Luciano Piras

	Luigi Natale e la copertina del suo libro
Luigi Natale e la copertina del suo libro

Da Orotelli al cuore dell’Abruzzo, trionfo con la raccolta “Neve vento sassi”

2 MINUTI DI LETTURA





Orotelli È Luigi Natale, con la sua raccolta “Neve vento sassi”, ad aggiudicarsi il primo Premio nazionale di letteratura naturalistica Parco Majella 2026, sezione “Poesia”. Già vincitore (con la stessa opera) del Premio letterario “Giulio Angioni” dello scorso anno, stavolta il poeta barbaricino di Orotelli conquista anche il cuore dell’Abruzzo, di Abbateggio in particolare, un piccolo paese in provincia di Pescara, 350 abitanti appena. Uno dei Borghi più belli d’Italia noto proprio per il prestigioso Premio Majella, voluto e organizzato dall’associazione “Alle falde della Majella”, giunto alla sua 29ª edizione. Chiusa sabato sera con proclamazione dei vincitori e la cerimonia di consegna dei “Tholos d’oro”.

Dopo un primo intervento di una giuria tecnica, a decretare la classifica finale è una giuria popolare composta da 150 lettori. Il vincitore assoluto per la “Narrativa” è Georgi Gospodinov, con il romanzo “Il giardiniere e la morte” (Voland), mentre la “Saggistica” va a Giuseppe Sabella, con il volume “La grande transizione del capitalismo” (Rubbettino). Il massimo riconoscimento per la “Poesia”, invece, è tutto per Luigi Natale, oroteddesu doc, da una vita di casa a Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia.

Classe 1957, una lunga carriera da calciatore professionista alle spalle, autore di diversi libri, nel 2024 ha affidato all’editore Molesini di Venezia la raccolta “Neve vento sassi”, pubblicata nella collana “BiancaBlu” (con una introduzione a firma dell’italianista Fabio Finotti) e diventata subito un vero e proprio caso editoriale come pochissime altre volte succede con la poesia. “Neve vento sassi” è un canto alla Dea madre, un inno a Madre natura, che porta con sé tanta Sardegna primordiale. Leggere queste poesie di Natale significa fermarsi, prendere fiato, respirare a pieni polmoni. Ricominciare dalle origini, rimettersi in discussione. È come rinascere, tornare nel sacco amniotico per ammirare e vivere in pieno tutti di doni di madre natura, ogni singolo elemento che la Grande dea o Dea madre ha regalato all’essere umano. Che poi sia sarda, mediterranea o altro ancora, poco importa: è Mater natura, questo importa. Certo, nel caso di Luigi Natale l’isola dei sardi ha la sua imponderabile ascendenza, inevitabile che il mare attorno alla terra lasci il segno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Demanio

Concessioni balneari, Confindustria: «In Sardegna si applichi il modello Calabria»

di Massimo Sechi

Video

Enorme incendio a Iglesias, le fiamme minacciano la città: interviene il Canadair

Le nostre iniziative