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Dopo il successo del cammello Rodolfo ecco il Festival della gobba

di Luca Urgu
Dopo il successo del cammello Rodolfo ecco il Festival della gobba

L’evento unisce la proverbiale allegria locale a un parterre di ospiti eccezionali, senza dimenticare gli ospiti d'onore a quattro zampe

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Ovodda Se la fantasia è al potere, a Ovodda è sicuramente di casa. Così, passare dal Carnevale irriverente e senza regole al Festival della Gobba, diventa un attimo. La comunità barbaricina possiede una cifra stilistica unica nel panorama sardo: una dirompente, irriverente e liberatoria fantasia che si rinnova ciclicamente.

Dalla satira pungente del Carnevale fino alla goliardia contagiosa che anima le strade: gli ovoddesi sono celebri per il loro buon umore e per una straordinaria capacità di non prendersi mai troppo sul serio, trasformando ogni angolo del paese in un palcoscenico a cielo aperto dove l'autoironia è legge. E se Don Conte era la regola, l’arrivo del cammello Rodolfo è stata una piccola grande rivoluzione, una stranezza percepita come tale più fuori dal paese che qui tra i muri di granito. Se il Carnevale ovoddese ha in Don Conte il suo sovrano e protagonista incontrastato, il culmine della festa si raggiunge il Mercoledì delle Ceneri. Giornata senza regole e sorprese: l’ultima edizione ha visto l’ormai celebre cammello Rodolfo attraversare le vie del paese condotto da Michele Ladu (giurista - pastore che poi ha aumentato la colonia di cammelli portandoli a sei). Una scena memorabile che non passò inosservata. Così tra sberleffi, rovesciamenti delle regole e risate di pancia, la comunità dimostra che il divertimento serio è una cosa troppo importante per lasciarla ai seriosi, trasformando ogni aneddoto in leggenda paesana.

Tanto è stato fatto in questi mesi che l’appuntamento con il Festival della Gobba in programma in paese per il 12 settembre è l’approdo naturale di un percorso ancora in fieri. L’evento, nel piazzale via Cagliari, con apertura cancelli alle 18, unisce la proverbiale allegria locale a un parterre di ospiti eccezionali, senza dimenticare gli ospiti d'onore a quattro zampe: all'appello non potranno certo mancare Rodolfo e gli altri cammelli.

Il nome di grido è Tonino Carotone, che arrivando a Ovodda scoprirà finalmente se il suo mondo è difficile oppure se, tra un bicchiere di buon vino, le risate degli ovoddesi e la sfilata dei cammelli, la vita scorre decisamente meglio. L'amatissima Claudia Aru, artista cagliaritana nota e apprezzata in tutta la Sardegna per la sua voce potente, grintosa e profondamente legata all'identità dell'isola. Sul palco anche il talento di Emanuele Pintus, pronto a stupire il pubblico con la sua musica originale e di ricerca, alternativa e mai banale. Energia da vendere anche con gli Sko, orgoglio musicale ovoddese.

Il Festival della Gobba non è solo una rassegna musicale, ma il manifesto vivente del carattere ovoddese: accogliente, dissacrante, un po' folle e profondamente innamorato della buona compagnia.

«Sarà la prima edizione, ma contiamo che diventi un appuntamento fisso, all'insegna del non solo mare» dice Michele Ladu, che rivendica la centralità del divertimento delle zone interne.

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