Interessi da usura sul prestito: condannato un imprenditore – La storia
La somma di 15mila euro era lievitata sino a 70mila
Nuoro Si è conclusa con una condanna a tre anni e quattro mesi, al pagamento di una multa da 10mila euro con una provvisionale fissata a 50mila euro, la vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’imprenditore nuorese Antonio Brau, difeso dagli avvocati Basilio Brodu e Giuseppe Malandrino e finito alla sbarra perché accusato del reato di usura. Il collegio giudicante, presieduto da Elena Meloni, ha optato per alleggerire le richieste fatte dal pubblico ministero Andrea Ghironi, che al termine dell’ultima udienza tenutasi nello scorso mese di luglio aveva chiesto per Brau una condanna a cinque anni di reclusione e al pagamento di 15mila euro di multa.
La vicenda giudiziaria era cominciata nel 2018, mentre i fatti contestati ad Antonio Brau, come emerso in sede processuale, riguardavano un arco temporale compreso tra il 2010 e il 2017. Secondo quanto sostenuto dall’accusa, all’epoca dei fatti l’imprenditore edile Paolo Pedduzza, costituitosi parte civile e rappresentato dall’avvocato Salvatore Pinna, essendo in difficoltà economica e non riuscendo a pagare gli stipendi agli operai della sua impresa, si era rivolto ad Antonio Brau per chiedergli in prestito una somma di 15mila euro. Una cifra sulla quale, sempre secondo quanto sostenuto dall’accusa, Brau avrebbe poi applicato tassi d’interesse superiori al 70.12 percento, fino ad arrivare a pretendere che gli venisse restituita una cifra di circa 70mila euro.
Secondo quanto ricostruito dalla parte civile il caso aveva preso poi altri rivoli giudiziari, considerato che Pedduzza, non riuscendo a restituire la cifra richiesta da Brau, si era indebitato anche con altri soggetti. (a.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
