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Dal cinema alla divisa

Francesco Falchetto, da Sonetàula ai vigili del fuoco: torna in Sardegna e continua con il cinema

di Diego Demurtas
Francesco Falchetto, da Sonetàula ai vigili del fuoco: torna in Sardegna e continua con il cinema

L’attore di Orotelli protagonista del corto “Straordinaria” presentato a Venezia: da ottobre sarà trasferito a Cagliari

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Orotelli Dal set cinematografico di “Sonetàula” alle caserme dei vigili del fuoco in Liguria, passando per Cannes, Roma e ora Venezia. Francesco Falchetto, 35enne originario di Orotelli, è il celebre volto di Zuanne Malune nel film diretto dal regista Salvatore Mereu e andato in onda anche su Rai uno. Sonetàula è il soprannome dato al giovane Zuanne perché, da bambino magrissimo ed esile, ricordava metaforicamente il rumore secco del legno della cassa da morto (suono di tavola).

Adesso, Falchetto vive a Cairo Montenotte, da quattro anni è diventato vigile del fuoco e lavora nella provincia di Savona. Non ha però abbandonato la vita davanti alle telecamere: è infatti uno dei protagonisti di “Straordinaria”, un cortometraggio prodotto dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco e presentato lo scorso 9 settembre durante l’83esima Mostra cinematografica presso l’Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia. «Diretta da Antonio Maria Castaldo, la commedia racconta l’evolversi di un’assemblea di condominio, ponendo l’attenzione sull’importanza della prevenzione e della sicurezza negli edifici – sottolinea Falchetto –. Il nostro ruolo, come Corpo, non è solo quello di intervenire nel momento delle emergenze, ma anche quello di far capire che una prevenzione diffusa è fondamentale per ridurre il rischio delle tragedie. Nel caso di “Straordinaria”, abbiamo a che fare con un cornicione danneggiato e le resistenze di alcuni condomini a ripararlo».

Falchetto è arrivato nel mondo del cinema per una casualità, quando il regista Salvatore Mereu stava cercando il volto giusto per la parte di un ragazzino immerso nella dura vita agropastorale dell’entroterra sardo. «Nel 2005 in occasione di Cortes apertas a Orotelli, Mereu vide una mia foto vestito con la maschera tradizionale dei “Thurpos”, e decise di arruolarmi per la parte di Zuanne» ricorda Falchetto. La recitazione gli valse poi il premio Globo d’oro come miglior attore esordiente nel 2008 e una settimana dopo al Roma Fiction Fest come miglior attore delle mini serie.

«Sonetàula mi ha aiutato, sono arrivate altre richieste e ho proseguito la mia strada nel cinema – spiega l’attore barbaricino –. Nel 2014 ero il protagonista del cortometraggio “Sotto terra”, di Mohamed Hossameldin girato a Roma». “Sotto terra” è stato poi presentato fuori concorso nella sezione “Short Film” al Festival di Cannes. «Nel 2016 ho recitato a fianco ad Alba Rohrwacher nel film “Figlia mia” di Laura Bispuri – continua Falchetto –. Nel 2018 ho recitato per Francesca Archibugi in “Romanzo famigliare”, una serie televisiva di sei puntate andata in onda su Rai uno. A marzo 2022 è uscito al cinema “Il muto di Gallura”, diretto da Matteo Fresi. Del 2024 è invece “Il sogno dei pastori”, di Tomaso Mannoni” e “Anna” di Marco Amenta».

La lontananza dalla Sardegna si fa sentire, ma adesso si è aperta una possibilità per tornare sull’isola. «Da ottobre sarò a Cagliari. Non so ancora in quale distaccamento. Per noi sardi c’è sempre nostalgia dell’isola – dice ancora Falchetto –. Mancano gli affetti, le amicizie. Il capoluogo mi consentirà di essere vicino all’aeroporto, in vista di nuovi progetti oltremare». Ma non solo voglia di respirare aria di casa, la scelta di tornare in Sardegna per Falchetto è anche dettata da esigenze nell’ambito del grande schermo. «Continuerò a studiare, l’isola sta crescendo a livello cinematografico. In futuro vorrei approdare anche in ambito internazionale».
 

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