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Nuoro

Il caso

«Voleva far ammazzare il marito», ora chiede il giudizio abbreviato: entra nel vivo l’inchiesta sulla rete criminale

di Michela Cuccu

	Il tribunale di Oristano
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Il tribunale di Oristano

Il gup del tribunale di Oristano scioglierà la riserva il 3 novembre

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Dualchi Una fitta rete criminale itinerante, capace di tessere i suoi complotti muovendosi tra il Sassarese, il Nuorese e l’Oristanese, che tra il 2024 e il 2025 avrebbe agito con l’unico obiettivo di eliminare un uomo e depistare i magistrati. Entra nel vivo l’inchiesta giudiziaria su Rosina Marzeddu, la quarantottenne originaria di Oristano e residente a Dualchi accusata di aver tentato di organizzare l’omicidio del marito, il quarantanovenne Giuseppe Fois, nativo di Sassari ma residente a Macomer. Ieri 21 ottobre davanti alla gup del Tribunale di Oristano, Cristiana Argiolas, si è aperta l’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero Armando Cosseddu. La decisione è stata però rinviata al prossimo 3 novembre, quando la giudice scioglierà la riserva sulla richiesta di rito abbreviato avanzata dagli avvocati difensori di Rosina Marzeddu (Maria Sabina Useli) e di Valter Fenu, assistito da Anna Anastasia Zoroddu.

Le indagini avrebbero fatto emergere una strategia criminale complessa, ben lontana dall’essere circoscritta alla sola Macomer, dove viveva la vittima. Se in quest’ultimo centro si sono concentrati i pedinamenti e i sopralluoghi mirati vicino alla casa e al posto di lavoro di Fois per pianificare l’agguato, i reati di corruzione e intralcio alla giustizia hanno invece ramificato l’indagine in un lungo elenco di comuni dell’Oristanese. Secondo l’impianto accusatorio del pm, Rosina Marzeddu, durante la causa di separazione dal marito, avrebbe orchestrato un sistematico piano di calunnia. Per farlo, avrebbe pagato oltre 13mila euro al testimone Raffaele Mallus per spingerlo a mentire al giudice, effettuando ricariche Postepay a ripetizione dagli uffici postali di Aidomaggiore, Ghilarza, Abbasanta, Bonarcado, Busachi, Sedilo e Milis. In questo scenario si sarebbero mossi i presunti complici.

La sassarese Maria Franca Swacha (45 anni, difesa dall'avvocato Marco Palmieri) è accusata di aver intascato denaro per screditare Fois. Ma le contestazioni più gravi riguardano il tentato omicidio premeditato in concorso con il cinquantaduenne sassarese, Andrea Rosso (tutelato dall'avvocato Paolo Spano) e con il sessantatreenne Valter Fenu, residente a Genoni. Il gruppo si sarebbe attivato per assoldare veri e propri sicari a pagamento, arrivando persino a procurarsi il fucile per l'esecuzione. Le prove, accumulate dagli inquirenti tra il 2023 e il 2025 grazie a una imponente mole di intercettazioni telefoniche, ambientali e chat WhatsApp, attendono ora il vaglio della giudice Argiolas. La prima settimana di novembre si capirà se il processo si definirà in tempi rapidi con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato o se si apriranno le porte del dibattimento ordinario per quella che si annuncia come una delle trame più inquietanti della cronaca isolana.

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