La Nuova Sardegna

Olbia

Tribunale

Insulti e botte alla moglie: «Ti faccio passare l’inferno»

Insulti e botte alla moglie: «Ti faccio passare l’inferno»

Aperto il processo a un 42enne accusato di maltrattamenti e lesioni

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Olbia Le continue liti scatenate dall’uso smodato di alcol e da una ossessiva gelosia nei confronti della moglie, sfociavano in insulti, minacce e aggressioni fisiche che avvenivano anche in presenza dei figli minori di lei (nati da una precedente relazione), vittime di violenza assistita. «Ti tolgo i figli, ti faccio passare l’inferno...», la minacciava. Un giorno, ritornato a casa ubriaco, al suo rifiuto di avere un rapporto intimo con lui, l’aveva colpita con un calcio facendola cadere a terra, poi, l’aveva spinta fuori dall’abitazione e lei era stata costretta a trascorrere la notte sulle panchine. È accaduto un anno fa. Ora, per il 42enne, residente in città, si è aperto il processo davanti al gip Alessandro Cossu – pubblico ministero Mauro Lavra – con le accuse di maltrattamenti e lesioni personali aggravate dall’aver commesso il fatto contro la coniuge. Il difensore dell’uomo, l’avvocato Giampaolo Murrighile, ha chiesto il processo con rito abbreviato condizionato all’audizione di alcuni testimoni.

Dopo la querela presentata dalla donna, il convivente era stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla giovane. Attualmente non ha nessuna misura cautelare. Secondo le accuse contenute nel capo d’imputazione, il 42enne rientrava spesso a casa ubriaco e cominciava a molestare la compagna, che lo respingeva. Le vessazioni fisiche e psicologiche sarebbe sfociate spesso anche in aggressioni fisiche. «Non vali niente come madre, ti tolgo i figli, ti rovino», le diceva, insultandola e minacciandola. Poi, lei aveva deciso di chiudere la loro relazione. E al culmine di un litigio per gelosia, l’aveva colpita e trascinata per terra costringendola ad allontanarsi da casa e a trascorrere la notte per strada. Chiuse le indagini, la Procura di Tempio ha emesso il decreto di giudizio immediato ritenendo la prova evidente. Per la difesa non c’è stata nessuna violenza. Il 42enne respinge tutte le accuse. (t.s.)

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