La Nuova Sardegna

Olbia

La sentenza

Bancarotta fraudolenta col meccanismo “bad e new company”: coppia di imprenditori patteggia

Bancarotta fraudolenta col meccanismo “bad e new company”: coppia di imprenditori patteggia

I titolari della Asap service erano finiti agli arresti domiciliari un anno fa

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Olbia Un anno fa erano finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di bancarotta fraudolenta aggravata. La coppia di imprenditori di Olbia, Sergio Floris, perito chimico, e Sonia Zarra, biologa, ritenuti dagli inquirenti amministratori di fatto di una società fallita nel 2022, la Asap Service srl che operava a Olbia e in tutta la Gallura nel settore dei servizi alle imprese, hanno patteggiato la pena davanti alla gup del tribunale di Tempio, Federica Distefano: lui, a 2 anni e due mesi di reclusione, la moglie a un anno e sette mesi. Ha patteggiato anche Charlette Marcelle Malfait, originaria dell’Algeria e residente in città, amministratore formale della società (per lei era scattata la misura dell’interdizione dalle cariche) a un anno e quattro mesi. Alla coppia di imprenditori, molto conosciuti in città, venivano contestate violazioni di norme fallimentari e fiscali, con un danno all’erario di circa 2 milioni di euro. I tre erano difesi dall’avvocata Liliana Pintus, del foro di Sassari.

Le indagini erano state condotte dalla guardia di finanza. Al centro degli accertamenti, il fallimento della Asap service. Società, secondo le accuse, intestata a un prestanome, l’amministratore formale, appunto, ma gestita di fatto da Sergio Floris e Sonia Zarra, già titolari di imprese attive nello stesso settore. Secondo gli accertamenti eseguiti dai finanzieri, i due imprenditori avevano messo in atto un meccanismo di frode fiscale e spostamento di beni aziendali che sono stati trasferiti dalla società fallita, cosiddetta “bad company”, gravata da pesanti debiti fiscali, ad altre società del gruppo, le “new company”, che hanno proseguito l’impresa sfruttando la stessa rete di dipendenti, fornitori e clienti. La coppia si sarebbe avvalsa del meccanismo fraudolento “bad e new company” per provocare intenzionalmente il fallimento della società ed evitare responsabilità patrimoniali e fiscali. Tutte le società coinvolte nell’inchiesta delle fiamme gialle risultano, compresa la fallita, riconducibili ai due imprenditori olbiesi.

Il dissesto della Asap Service, secondo quanto è emerso dalle indagini, è stato provocato da una sistematica omissione degli adempimenti tributari, da uno svuotamento del patrimonio sociale e dall’emissione di fatture per operazioni inesistenti. I mancati versamenti nei confronti dell’erario sarebbero attestati dalla circostanza che il passivo della società fallita risulta costituito quasi esclusivamente da debiti tributari. La società, costituita nel 2008, già dall’anno successivo avrebbe cominciato ad accumulare debiti tributari e previdenziali. Le indagini erano partite in seguito alla denuncia di un dipendente che era stato licenziato. (t.s.) 

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