La Nuova Sardegna

Olbia

L’università

Olbia, 450 posti letto al Geovillage: avanza il cantiere della casa dello studente

di Dario Budroni

	Il cantiere al Geovillage (foto di Vanna Sanna)
Il cantiere al Geovillage (foto di Vanna Sanna)

Nella nuova struttura impiegate tecniche mai utilizzate prima in Italia

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Olbia L’acciaio e il cemento danno forma a tre blocchi che guardano verso il mare. Il cantiere avanza spedito e sarà concluso nel giro di qualche mese. La prossima estate la città potrà così contare sulla sua prima casa dello studente: 250 camere per un totale di 450 posti letto a disposizione del consorzio UniOlbia. Tra materiali sostenibili e tecniche di costruzione mai sperimentate prima in Italia, al Geovillage prende forma la grande struttura chiamata a supportare la crescita dell’università in città. Il sindaco Settimo Nizzi, considerato che il Comune è parte integrante del consorzio, ha visitato il cantiere e incontrato i rappresentanti delle quattro imprese al lavoro al Geovillage. «Per la città si tratta di un progetto di grande importanza – commenta Nizzi –. Ma in realtà lo è anche per tutta la Sardegna. Daremo infatti la possibilità a molti studenti sardi di non lasciare l’isola per poter proseguire gli studi. Credo che sia una cosa fondamentale».

Il progetto

Tutto nasce da un partenariato tra pubblico e privato e il progetto rientra nell’operazione di rilancio del Geovillage, per la quale ha lavorato sodo soprattutto il Cipnes. È dunque la nuova proprietà del complesso, cioè il gruppo Alma che fa capo al finanziere kazako Aldiyar Kaztayev, ad aver avviato il cantiere. In cassa nove milioni di euro del Pnrr più altre risorse messe in campo da Alma, che, sempre al Geovillage, a settembre ha inaugurato la SiSchool, cioè la prima scuola paritaria internazionale dell’isola. Quattro le imprese che stanno tirando su la casa dello studente: la Mario Ticca di Sassari per la parte edile, l’Aire di Arzachena per gli impianti tecnologici, la Nico Serramenti di Tempio per gli infissi e infine la veneta Y-Uno, specializzata in architetture in acciaio. Le società non formano un’associazione temporanea. Operano dunque in maniera autonoma ma comunque coordinata. Il direttore dei lavori è l’ingegnere Felice Boneddu.

La struttura

Nel cantiere si utilizzano materiali sostenibili. Ma soprattutto la futura casa dello studente si presenta come il primo grande edificio in Italia a nascere secondo il modello Lgsf, che sta per Light Gauge Steel Framing. Si tratta di una tecnologia diffusa in particolare in Giappone e che si basa sull’utilizzo di componenti in acciaio prefabbricati. I risultati sono molteplici: maggiore stabilità, efficienza energetica, più sostenibilità e una maggiore velocità di costruzione. I lavori – il termine è fissato per il 30 giugno – daranno vita a 250 alloggi, più la mensa e altri spazi comuni, suddivisi in tre blocchi comunicanti. «L’idea è un po’ quella del campus – spiega il sindaco Settimo Nizzi –. Sulla base del contratto, il privato metterà la struttura a disposizione dell’università per vent’anni. Per dieci mesi all’anno le stanze ospiteranno gli studenti, mentre a luglio e agosto la proprietà potrà utilizzarle come albergo. A Olbia, sul fronte universitario, stiamo realizzando grandi cose. E questo grazie a un lavoro di squadra che coinvolge tanti soggetti, come gli atenei di Sassari e Cagliari, la Regione e il Cipnes, con il quale, in questo caso, abbiamo collaborato per garantire la serietà istituzionale all’imprenditore».

La crescita

La nascita di 450 posti letto per gli studenti è una vera e propria boccata d’ossigeno, considerato che da anni Olbia è attanagliata da una sempre più opprimente emergenza abitativa. Allo stesso tempo il Comune, attraverso il piano Pinqua, sta realizzando una seconda casa dello studente nell’ex palazzo delle ferrovie di via Vittorio Veneto, dove saranno creati 40 posti letto, una mensa e altri spazi comuni. Nuove strutture, insomma, pensate per sostenere lo sviluppo del Polo UniOlbia, presieduto dal direttore del Cipnes Aldo Carta. Domani, 29 gennaio, intanto, è previsto l’avvio del cantiere che trasformerà l’ex Standa di corso Umberto in università. Qui andranno i tre corsi di Economia del turismo da circa 25 anni ospitati in aeroporto. Al momento in città sono attivi anche i corsi di Ingegneria navale e di Infermieristica. Ma in futuro ne nasceranno altri ancora, come il corso di laurea in Ingegneria aeronautica e il Dipartimento dell’innovazione nella Pte.

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