La Nuova Sardegna

Olbia

Elezioni comunali

Tempio, Fabrizio Carta scioglie le riserve: è il quinto candidato sindaco

di Giuseppe Pulina

	Il candidato sindaco Fabrizio Carta
Il candidato sindaco Fabrizio Carta

La discesa in campo dell’editore e sindacalista adesso è ufficiale

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Tempio Le ultime riserve sono state sciolte. Diventa ufficiale quanto già si presupponeva da tempo: Fabrizio Carta, editore e sindacalista, sarà tra i candidati che tra qualche mese si contenderanno la carica di sindaco di Tempio. Con il suo nome ormai ufficiale diventano cinque i potenziali sindaci della Tempio che verrà. Quel che si può già dire è che, se dovesse spuntarla, sarà probabilmente uno dei sindaci più giovani della storia della città. Quel che invece si sa già è che la sua discesa in campo sta introducendo più di una novità, almeno a Tempio, nel modo di organizzare un movimento politico e far avanzare una candidatura. Una novità è anche il fatto che Carta si presenti alla guida di una coalizione civica supportata da più liste. Ma come sarebbe nata l’idea di diventare sindaco? «Dopo una lunga riflessione, ho deciso di accettare la proposta che mi è giunta da più parti del mondo civile, politico e associativo. È una scelta maturata nel tempo, assunta con senso di responsabilità e con un profondo legame verso la nostra città, e condivisa con molti cittadini che chiedono un cambiamento reale, per restituire alla città quel ruolo centrale, economico, culturale, sociale e politico, al quale sembra aver rinunciato».

La prima battaglia di Carta sarebbe, dunque, contro la rassegnazione di chi vede solo nero. Nel combatterla non sarà solo. Anzi, sarà in buona compagnia, visto che, se i numeri dovessero tornare, a sostenerne la candidatura sarà più di una lista. Almeno due, stando a quanto si dice. «Condividerò questo percorso affiancato da una squadra composta da giovani cittadini entusiasti. Tutti – confida Carta – accomunati dalla fiducia in un progetto che si propone di far tornare Tempio una città. Tempio lo è, oggi, sul piano formale e giuridico, ma noi vogliamo che torni a esserlo nel vissuto quotidiano: nei servizi, nella sanità, nel ruolo di riferimento sociale e politico per il territorio circostante. Lo dico con sincerità: soffro, e come me soffrono in tanti, anche solo nel sentire definire Tempio come un borgo. Con noi, questo non capiterà più». Nell’elaborazione del programma Carta promette innovazione: «Intanto, cambiare il modo di amministrare. Siamo convinti che non serve né il solito modo di fare politica, né fredde figure tecniche lontane da Tempio. Serve una visione nuova che metta al centro le persone, le loro competenze e il capitale umano del nostro territorio, riconoscendo il valore del lavoro, delle attività produttive e della nostra zona industriale che tornerà a essere una risorsa e non un’area dimenticata, così come l’immenso patrimonio naturalistico, urbano e archeologico».

Questa vuole essere la cura anti-declino di Carta. «Su questi temi abbiamo ascoltato il grido di chi è stanco della narrazione che si ripete a ogni elezione, con gli stessi protagonisti che da decenni promettono cambiamenti, soprattutto facendo leva sulla sanità». Come sul programma, di cui però poco al momento si sa, Carta sembra avere le idee chiare anche sui suoi avversari. Il suo è un giudizio lapidario che non fa sconti: «È abbastanza chiaro che, per sapere che cosa potranno fare domani, sarà sufficiente guardare ciò che hanno fatto ieri. Qualche volto nuovo, in buona fede, non può salvare il passato, senza un vero cambiamento di metodo e di figure apicali come quella del candidato sindaco. Altrimenti il declino continua e anzi si aggrava». Con la sua candidatura Carta conferma anche il nome della lista che circolava da diverse settimane: “Tempio ritorna città”. «È un movimento giovane, nato prima della mia adesione e destinato a proseguire ben oltre la mia persona, ma che sento profondamente mio. Un progetto che parte dal basso, coinvolge dal basso ed entusiasma dal basso. Ci presentiamo con una coalizione civica nella quale le diverse appartenenze si fondono in una visione comune, con personalità provenienti dal mondo civile e gruppi politici di vari schieramenti, che hanno scelto di mettere al centro Tempio, prima di ideologie ferme nel passato o, peggio, di ambizioni personali».

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