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Tribunale

Olbia, bimba positiva alla cocaina: a processo il compagno della madre

Olbia, bimba positiva alla cocaina: a processo il compagno della madre

La figlia di 9 anni, che ha rivelato le violenze subite dalla donna, era stata sentita dal magistrato dopo essere finita in ospedale

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Olbia A rivelare al pubblico ministero degli accesi litigi tra la madre e l’ex fidanzato e che lui le aveva anche «messo le mani addosso, colpendola con calci», era stata la figlia della donna vittima dei maltrattamenti. La piccola allora aveva 9 anni ed era stata sentita in audizione protetta per un grave episodio: qualche mese prima, la bambina era finita al pronto soccorso dell’ospedale di Olbia dov’era stata sottoposta agli esami tossicologici ed era risultata positiva alla cocaina. Droga che era stata evidentemente lasciata incustodita nell’abitazione.

Nel corso dell’audizione protetta, la bambina, mentre rispondeva alle domande del pubblico ministero in merito all’episodio della cocaina, aveva riferito altri particolari, rivelando che la madre e l’ex fidanzato litigavano spesso quando vivevano insieme, e che lui qualche volta l’aveva picchiata. Raccontando anche un episodio che era avvenuto per strada, a cui lei stessa aveva assistito: lui le avrebbe dato dei calci, e in suo soccorso erano arrivate diverse persone. Da lì, erano scattati gli accertamenti da parte della Procura di Tempio e nei confronti della donna – che aveva, poi, confermato le accuse e denunciato l’ex compagno – erano state attivate le procedure del Codice rosso.

Oggi 11 marzo  nel tribunale di Tempio si è aperto il processo a carico del 65enne, già noto alle forze dell’ordine per reati legati al traffico di stupefacenti. Difeso dall’avvocato Giampaolo Murrighile, l’uomo è imputato per maltrattamenti, lesioni e atti persecutori, accusa quest’ultima che gli viene contestata dopo che era stata messa fine alla relazione, ma lui aveva cercato di contattarla insistentemente, tanto da costringerla a bloccare l’utenza dell’uomo e ad andare via da Olbia per il timore di incontrarlo. La donna si è costituita parte civile con l’avvocata Maria Assunta Argiolas.

Litigi violenti, insulti, maltrattamenti psicologici e fisici, sarebbero cominciati nel 2023 dopo un primo periodo tranquillo di convivenza. Poi, stando alle accuse della Procura, anche a causa dell’uso smodato di alcol e cocaina, l’uomo avrebbe cominciato ad assumere un atteggiamento sempre più violento nei confronti della compagna, insultandola e minacciandola anche di morte. «Ammazzo te e tutta la tua famiglia», diceva. L’avrebbe tenuta segregata in casa più volte, chiudendola a chiave dentro l’abitazione, o fuori dalla veranda. La donna aveva denunciato diversi episodi in cui era stata colpita dal compagno: afferrata per la gola, tanto da dover ricorrere alle cure del pronto soccorso, presa a schiaffi, a spintoni e a calci, ferita al labbro da un colpo inferto dalla cintura della borsetta. Violenze che avvenivano spesso davanti alla bambina. Dopo la fine della loro relazione, la donna aveva chiesto aiuto ai centri antiviolenza. (t.s.)

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