Olbia, riapre e cambia volto lo storico bar: due imprenditori puntano sul Nord Est
Nuova vita per il bar di viale Aldo Moro chiuso nel 2016
Olbia La porta si apre e qualcuno ti accoglie. Non è un dettaglio, è una scelta. È da qui che riparte il Nord Est, storico locale di viale Aldo Moro, tornato a vivere dopo anni di chiusura.
Da giovedì scorso, 16 aprile, il bar ha spalancato di nuovo le sue porte, mantenendo il nome che ha segnato la vita olbiese per tanto tempo. Un ritorno che non è solo formale: oggi il Nord Est si presenta come un posto capace di unire più anime – bar, ristorante e club – con un’offerta di livello ma in linea con i prezzi della città, dove si può entrare per un caffè, per un calice o anche per uno champagne, e mangiare a qualsiasi ora della giornata.
Dietro la riapertura ci sono due imprenditori con percorsi diversi ma una visione comune: Paolo Boi, 42 anni, originario di Oliena, attivo nell’edilizia e campione mondiale di poker a Las Vegas, e Mario Melis, 48 anni, da oltre vent’anni nel settore balneare. A guidare il progetto è Gian Mario Deledda, 35 anni, originario di Oliena, ex studente dell’Alberghiero e con un ricco bagaglio di esperienze anche in Europa.
Il cuore della sfida sta in un equilibrio non scontato. Da una parte la Sardegna, con i suoi prodotti e la sua identità. Dall’altra un’impronta internazionale, pensata per dialogare con un pubblico sempre più ampio. «La base è mediterranea, lavoriamo molto sulla tradizione e sulla materia prima locale, ma con uno sguardo aperto all’internazionalità», spiega Deledda.
In cucina si alternano dunque piatti legati al territorio e proposte più contemporanee, mentre l’organizzazione si basa su un elemento chiave: la flessibilità. «Puoi fermarti per un caffè o qualcosa di veloce oppure decidere di restare per tutto il tempo che vuoi, in qualunque momento. Qui si può entrare quando si ha fame, senza orari rigidi».
Il locale aveva abbassato le serrande nel 2016. Negli anni successivi aveva ospitato un ristorante sushi, prima di fermarsi di nuovo. Poi, da ottobre, la nuova partenza, con un progetto completamente ripensato ma senza rinnegare il passato. «Tutti entrano con un ricordo e ci chiedono di mantenere alto il livello – racconta Deledda –. È una responsabilità, ma anche la nostra spinta».
Al Nord Est lavorano 25 persone e l’organico è destinato a crescere. L’età varia dai 18 ai 50 anni, con giovani inseriti in modo strutturato, come uno studente appena maggiorenne impiegato con contratto regolare nelle ore serali. La presenza femminile è significativa, soprattutto in sala e nell’accoglienza, e anche alcune scelte strategiche portano una firma precisa: la carta dei vini è stata infatti costruita con il contributo di una sommelier.
In cucina, il lavoro è affidato a un team guidato da Giuseppe Mura, originario di Cagliari e da anni in Gallura, affiancato da Giacomo Cicalò, 29 anni, di Fonni, braccio operativo soprattutto nello sviluppo della proposta serale, tra aperitivi rinforzati e piatti pensati per la condivisione.
Il “nuovo” Nord Est non è solo un bar e non è solo un ristorante. È uno spazio che cambia ritmo: colazioni, pranzi, aperitivi e serate, con un’offerta studiata per accompagnare momenti diversi.
La musica segue la stessa filosofia: presenza discreta, mai invadente. Accanto a questo, eventi e format in evoluzione. Venerdì, 24 aprile, è previsto uno dei primi appuntamenti di rilievo: un dinner show con un gruppo famoso di Roma composto da dieci artisti, tra ballerine, musicisti e cantanti. La serata, con circa 100 posti a sedere in un vero e proprio salotto, è già sold out.
Dietro il progetto c’è un investimento importante, ma soprattutto una visione chiara. «Olbia ha bisogno di luoghi così – chiude Gian Mario Deledda –: posti vivi, frequentati, che diventano punti di riferimento». Il Nord Est riparte da qui: dalla sua storia, da custodire, con l’obiettivo di restare riconoscibile aprendosi al mondo. (s.p.)
