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Il delitto a Conca Entosa

L’omicidio di Cinzia Pinna, parla Rosa Maria Elvo: «Ragnedda è il male, non ho più niente a che fare con lui»

L’omicidio di Cinzia Pinna, parla Rosa Maria Elvo: «Ragnedda è il male, non ho più niente a che fare con lui»

L’ex fidanzata dell’imprenditore uscita dall’inchiesta: «Mi ha ingannato, ho avuto paura»

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San Pantaleo Rosa Maria Elvo parla alla luce del sole, all'aperto, nel vicolo su cui si affaccia il suo ristorante, nel cuore di San Pantaleo. E sorride. L’espressione è di sollievo, ma non di felicità. Perché «è morta una ragazza» e il pensiero va innanzitutto a lei, a Cinzia Pinna. Accanto al suo avvocato Francesco Furnari, Rosa Maria Elvo tira un lungo sospiro di sollievo. La Procura ha stralciato la sua posizione dall'inchiesta sull'omicidio Pinna, nella quale era stata indagata per favoreggiamento.

La richiesta di archiviazione è stata avviata. Così, come prima cosa, Rosa Maria Elvo chiarisce subito di non essere più la fidanzata di Emanuele Ragnedda, reo confesso dell’omicidio. «Non ho più avuto sue notizie dal 24 settembre – dice –. Non ho più niente a che fare con lui. Ha solo rappresentato il male. Se mi sono sentita ingannata? Sì, tante volte».

Secondo i rilievi tecnici svolti nella villa di Conca Entosa, luogo dell'omicidio avvenuto la sera dell’11 settembre 2025, la donna non avrebbe avuto alcun ruolo nella vicenda. Insomma, non avrebbe aiutato Ragnedda a ripulire la scena del crimine. Così adesso Rosa Maria Elvo parla degli ultimi otto mesi, i più duri della sua vita. «Soprattutto il periodo iniziale è stato terribile – racconta con gli occhi lucidi –. La mia foto sulle prime pagine, sono stata addirittura inseguita. Ho avuto paura, soprattutto per mia figlia. Avevo paura di uscire di casa. Però la mia famiglia mi è stata vicina, così come San Pantaleo».

Terribili i commenti digitati sui social contro di lei. «Non li ho letti, mi hanno filtrato tutto», dice. Non è da escludere, comunque, che possano partire querele. «Come mi sento? Ora vivo un senso di sollievo, ma non di felicità – confessa la ristoratrice –. Piano piano sto realizzando ciò che l'incubo è finito. Faccio ancora tanta fatica, perché l'attacco è stato forte e mi segnerà per sempre. Però ora spero di riprendere la mia vita».

L'avvocato Francesco Furnari, che ringrazia procura e polizia giudiziaria, è soddisfatto del risultato. «Si restituisce dignità a una donna che, per otto mesi, ha subito una devastante esposizione mediatica – sottolinea –. Rosa Maria Elvo è stata processata pubblicamente e trasformata in un bersaglio umano. Non chiediamo vendette, ma una riflessione seria. Le persone non possono essere distrutte. Nessuno può essere considerato colpevole prima che la giustizia faccia il suo corso». (d.b.)

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