Condannato per minacce alla ex, non doveva andare in carcere: provvedimento annullato
L’uomo è stato detenuto due mesi e altri cinque li ha trascorsi ai domiciliari. La Corte d’Appello ribalta la decisione della Procura
Olbia Sette mesi di detenzione per sentenza definitiva, due dei quali in carcere, il resto ai domiciliari, ma in cella non ci sarebbe mai dovuto entrare. Lo ha stabilito la Corte d’appello di Sassari che ha annullato l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Sassari, ritenendolo illegittimo, così come avevano sostenuto nell’impugnazione i difensori dell’uomo, assistito dagli avvocati Michele Ponsano e Pietro Orecchioni.
La storia
La vicenda riguarda un 50enne di Olbia. Era stato condannato in primo grado a un anno e quattro mesi di reclusione (con rito abbreviato), nel novembre del 2022, per atti persecutori nei confronti della ex compagna. Condanna che si era discostata di poco in appello: i giudici avevano inflitto all’uomo un anno e tre mesi di reclusione. Il 17 ottobre del 2025 si erano aperte per lui le porte del carcere. Gli agenti del commissariato di Olbia avevano eseguito l’ordine di carcerazione, essendo la sentenza diventata definitiva. Lunghe le contestazioni che gli erano state mosse dalla Procura di Tempio, che lo accusava di aver minacciato la donna, difesa dall’avvocata Cristina Cherchi, e il suo ex marito con una spranga di ferro lunga un metro, e altri episodi per i quali nell’agosto 2020 era stato arrestato (il giudice aveva, poi, disposto il divieto di avvicinamento alla donna). Dopo che gli agenti del commissariato di Olbia avevano eseguito l’ordine di carcerazione, i suoi legali avevano impugnato il provvedimento alla Corte d’appello di Sassari chiedendo la revoca della detenzione carceraria per assenza di presupposti di legge. Per i difensori, in base alla sentenza emessa, la carcerazione era illegittima (si sarebbe dovuto applicare una misura alternativa). E i giudici della Corte d’appello gli hanno dato ragione.
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