Olbia tra le regine del caro vita: tutti gli aumenti registrati nell’ultimo anno
I dati raccolti dal servizio statistica del Comune per conto dell’Istat
Olbia La vita con il segno più. I report dicono che Olbia è una delle città più care d’Italia. A confermare la crescita dell’inflazione è anche l’ultima fotografia scattata dal servizio statistica del Comune per conto dell’Istat che, per quanto riguarda il mese di maggio, ha registrato un più 3,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta dell’Indice generale dei prezzi al consumo, cioè l’indicatore che misura l’inflazione. Particolarmente significativo l’aumento nel settore dei beni energetici: più 11,2 per cento rispetto al mese di maggio del 2025. Numeri che non fanno altro che confermare la percezione chiara dei cittadini e le classifiche circolate nei mesi scorsi, come quella diffusa da Adiconsum, con Olbia balzata ai primi posti a livello nazionale per quanto riguarda l’aumento dei prezzi. A influire sono soprattutto gli effetti del contesto internazionale – per esempio la guerra in Medio Oriente con annessa crisi di Hormuz – ma anche la vocazione sempre più turistica di Olbia, che si traduce in prezzi sempre più alti sul fronte immobiliare e anche della ristorazione.
Vita più cara
Rispetto al mese precedente, a maggio l’Indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,5 per cento. In un anno, invece, l’ufficio statistica del Comune ha rilevato un aumento del 3,8. Con l’avvicinarsi della stagione estiva, in un mese i costi legati alla ristorazione e agli alloggi sono cresciuti dell’1,9 per cento. In un anno, invece, è stato registrato un più 6,1 per cento. Insomma, prenotare una camera in città e uscire fuori a cena diventa ormai sempre più complicato. Le cose non vanno meglio tra gli scaffali dei supermercati. Questi gli aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche: più 0,7 per cento tra aprile e maggio e più 4,2 rispetto allo stesso periodo del 2025. Da un mese all’altro è rimasta inchiodata sullo zero la crescita degli alcolici e dei tabacchi, mentre in un anno è stato registrato un più 2,7 per cento. Crescono anche abbigliamento e calzature (più 0,9) e gli arredi e gli oggetti per la manutenzione della casa (più 1,7). L’aumento più significativo è quello che riguarda acqua, elettricità, gas e altri combustibili: più 7,2 per cento tra il maggio del 2025 e quello del 2026, anche se è stato registrato un meno 0,4 rispetto allo scorso mese di aprile.
Trasporti e sanità
Considerati i prezzi sempre più alti del carburante, un ulteriore aumento non poteva non riguardare anche i trasporti: più 0,7 per cento su aprile e più 6,2 rispetto al mese di maggio dello scorso anno. Aumentano anche le spese sul fronte della sanità (più 1,1 sul 2025) e dei servizi di istruzione (più 0,7). Costa di più anche accedere ai servizi finanziari e assicurativi, per i quali il Servizio statistica – che ogni mese pubblica sul sito del Comune il suo report – ha rilevato un più 2,5 per cento rispetto a un anno fa. Stesso discorso per l’ambito dell’assistenza della persona e della protezione sociale: più 1,4. Costano di più anche l’informazione e la comunicazione (più 0,6 per cento), mentre l’unico settore in cui non si registrano aumenti (e neanche cali) è quello dello sport, della cultura e delle attività ricreative.
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