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Università e sanità

Il Comune paga gli studi ai futuri medici: «Ma poi dovete tornare a lavorare qui»

di Mirko Mizzu
Il Comune paga gli studi ai futuri medici: «Ma poi dovete tornare a lavorare qui»

L’iniziativa dell’amministrazione di Aglientu: borsa di studio di 5mila euro all’anno

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Aglientu «Investimento strategico, ma anche provocazione politica». Così Marco Demuro, sindaco di Aglientu, ha definito l'ultimo provvedimento della sua giunta comunale: una borsa di studio di 5000 euro all'anno per studenti che si iscrivano ai corsi di Laurea in medicina e chirurgia o in Scienze infermieristiche, vincolato da un patto morale con il quale lo studente si impegna «a prestare, per quattro anni, servizio a tempo pieno nel servizio sanitario pubblico provinciale, come medico dipendente dell’Azienda sanitaria del territorio o come medico di medicina generale, pediatra di libera scelta o medico specialista ambulatoriale convenzionato».

«Non stiamo firmando un assegno in bianco. Noi stringiamo un patto d'onore con questi ragazzi. La comunità investe sui loro studi, si priva di risorse per sostenerli, e in cambio chiede loro un impegno civile: una volta coronato il sogno della laurea, l'auspicio e il dovere morale di rimanere a esercitare la professione qui, in Gallura, nella nostra Sardegna. Chi riceve dalla comunità ha il dovere morale di restituire alla comunità. E non ci fermeremo ai sussidi economici. Dobbiamo ricostruire l'affetto e la vocazione per queste professioni. Dal prossimo anno scolastico, porteremo i medici e gli infermieri direttamente nelle nostre scuole. Vogliamo che i ragazzi vedano negli occhi di chi lavora ogni giorno negli ospedali non la fatica della burocrazia, ma la grandezza di una missione umana e sociale insostituibile» ha illustrato il sindaco nella seduta del consiglio comunale.

Il vaucher studio è sottoposto a rigide regole: lo studente dovrà essere residente da almeno tre anni nel comune di Aglientu e avervi frequentato almeno un ciclo di studio obbligatorio, dovrà essere regolarmente iscritto a un corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia o di laurea triennale in Scienze infermieristiche. Per il primo anno dovrà aver ottenuto un punteggio all'esame di conclusione delle scuole secondarie di secondo grado di almeno 70/100, mentre per gli anni successivi dovrà aver sostenuto tutti gli esami previsti dal piano di studi, fino all’anno accademico precedente a quello in corso. Il sussidio verrà erogato dal comune in tre rate: entro il 15 dicembre, entro il 31 marzo ed entro il 31 ottobre. «La crisi della sanità pubblica non è un evento improvviso piovuto dal cielo. È il frutto di anni di inerzia, di una programmazione miope, di un sistema che ha smesso di investire là dove batte il cuore delle comunità: la persona, la salute, il territorio. Ascoltiamo ogni giorno le cronache di reparti in affanno, di medici che mancano, di concorsi deserti. La Regione Sardegna, e la presidente Todde, stanno compiendo sforzi encomiabili per tamponare le falle, cercando di coniugare le soluzioni d’emergenza — quei "cerotti" indispensabili per non far collassare il sistema oggi — con una prospettiva di lungo periodo. Ma i cerotti, lo sappiamo bene, non guariscono la malattia. E allora la domanda che dobbiamo farci è una sola: che cosa fa un'amministrazione locale degna di questo nome? Sta alla finestra ad aspettare che le soluzioni calino dall'alto, o fa la sua parte fino in fondo? Noi vogliamo rispondere con fatti concreti come questo» chiude il sindaco Demuro.

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