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L'assalto degli yacht nel Parco della Maddalena, la presidente Giudice: «Grande maleducazione, la natura va rispettata, non schiaffeggiata»

di Ilenia Mura
L'assalto degli yacht nel Parco della Maddalena, la presidente Giudice: «Grande maleducazione, la natura va rispettata, non schiaffeggiata»

Arcipelago invaso soprattutto da cafoni: «Così si distrugge un paradiso»

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La Maddalena «Vergognatevi, dov’è il parco? Il parco legifera e fa quello che deve fare ed è chiaro che ogni dispositivo che viene messo in campo deve essere fatto osservare, ma non può essere il presidente a sanzionare, tanto meno può farlo il direttore. Il braccio armato è la Capitaneria di porto che noi supportiamo con un sistema di guardiania».

Arcipelago invaso da yacht e gommoni, ma soprattutto da cafoni: l’indignazione del popolo social che ha chiamato in causa il Parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena non si è fatta attendere, così la presidente Rosanna  Giudice sceglie i social per rispondere al popolo degli hater (vip compresi) che in questi giorni – con tanto di foto e video – hanno aspramente criticato quella che è stata ribattezzata “l’estate dei cafoni del mare” in Sardegna. «Voglio sottolineare la situazione di grande maleducazione e voglio richiamare alla sensibilità, se ne è rimasta, di godersi questa natura eccellente, unica al mondo, ma non di schiaffeggiarla». Anzi, conclude Giudice: «Siamo passati ai calcioni e alla distruzione».

L’invasione degli yacht e la rivolta social

L’arcipelago della Maddalena, uno dei paradisi naturali più fragili e preziosi del Mediterraneo, si è ritrovata ancora una volta a fare i conti con l'invasione estiva. Non si tratta però del turismo sostenibile e rispettoso che l'isola meriterebbe, ma di un vero e proprio assalto guidato da una schiera di diportisti della domenica, proprietari di maxi-yacht e guidatori di gommoni a noleggio che sembrano aver smarrito il senso del rispetto e della legalità. Nelle ultime settimane, i social network hanno immortalato scene degradanti: imbarcazioni ancorate a pochi metri dalla riva in spregio ai divieti, musica a tutto volume che squarciava il silenzio delle calde sere dell'arcipelago, e cumuli di rifiuti abbandonati sulle spiagge incontaminate

L'anarchia del mare: motori accesi e regole infrante

Il cuore del problema risiede nella totale mancanza di sensibilità ecologica da parte di questa nuova ondata di frequentatori. Le boe di sosta forzata e le aree protette del Parco Nazionale vengono sistematicamente ignorate. Grandi yacht calano l'ancora sulla posidonia oceanica, distruggendo l'ecosistema sottomarino che garantisce la trasparenza di quelle acque celebri in tutto il mondo. Ancor più pericoloso è il comportamento sotto costa. Gommoni guidati spesso senza una reale esperienza marinaresca sfrecciano a velocità sostenuta vicino alle aree destinate ai bagnanti, trasformando un momento di relax in un potenziale rischio per la sicurezza pubblica.

La nota del Parco: gogna mediatica insostenibile

Nelle ultime settimane siamo stati al centro di una vera e propria gogna mediatica, ma per quanto un Ente possa rendersi responsabile di alcuni errori, l’assenza momentanea di un controllo sufficiente non rende una regola meno importante, nè trasforma un comportamento scorretto in qualcosa di accettabile. L’arcipelago della Maddalena, uno dei paradisi naturali più fragili e preziosi del Mediterraneo, si ritrova ancora una volta a fare i conti con l'invasione estiva. Non si tratta però del turismo sostenibile e rispettoso che l'isola meriterebbe, ma di un vero e proprio assalto guidato da una schiera di diportisti della domenica, proprietari di maxi-yacht e guidatori di gommoni a noleggio che sembrano aver smarrito il senso del rispetto e della legalità

La tutela dell’ambiente richiede responsabilità, collaborazione e rispetto, non soltanto di qualcuno pronto a sanzionare.

Il Presidente dell’Ente Parco Nazionale Arcipelago di La Maddalena rompe il silenzio e risponde con parole ufficiali, facendo chiarezza sul lavoro svolto, su quelli che sono gli incarichi di un ente e sulle difficoltà che accompagnano ogni attività di controllo. 

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