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Olbia

L’aggressione nel centro storico

Accoltellamento nel ristorante a Olbia, paura e rabbia dopo la notte di follia: «Intervenga la Prefettura» – Le reazioni

Accoltellamento nel ristorante a Olbia, paura e rabbia dopo la notte di follia: «Intervenga la Prefettura» – Le reazioni

Confcommercio e Fipe: «Chi lavora nei negozi o nei locali deve essere tutelato»

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Olbia Paura ma anche tanta rabbia dopo la notte di follia di venerdì 4 settembre nel centro storico di Olbia. Le reazioni della città, la sua parte viva, all’accoltellamento di quattro persone in un ristorante cinese non si sono fatte attendere: «Servono misure di sicurezza e di prevenzione efficaci e serve anche e soprattutto un intervento della Prefettura di Sassari». 

 «L’arresto dell’uomo accusato dell’aggressione testimonia l’efficacia dell’immediato intervento delle forze dell’ordine – dice Salvatore Serra, presidente del Comitato di quartiere del centro storico, che si è riunito ieri sera per esaminare la situazione –. Tuttavia, la sicurezza urbana non può essere affrontata solo dopo fatti così gravi. Da tempo registriamo una crescente preoccupazione rispetto ad alcune aree a ridosso del centro storico. In particolare, la zona della stazione, del passaggio a livello e delle traverse vicine presenta criticità da affrontare con una strategia coordinata di sicurezza. Chiediamo al prefetto la convocazione urgente di una seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza dedicato al centro storico di Olbia».

Sull’esigenza di una riflessione sulla sicurezza nelle aree più frequentate delle città intervengono anche commercianti e ristoratori. «I pubblici esercizi sono luoghi di socialità, accoglienza e presidio del territorio e non possiamo accettare che imprenditori e lavoratori si trovino esposti a situazioni di violenza – dicono Marco Mura, Alberto Fois e ed Emanuele Frongia della Fipe –. La sicurezza è condizione indispensabile per lavorare e rendere attrattiva una città turistica come Olbia». Edoardo Oggianu, presidente Confcommercio Olbia Gallura aggiunge: «Da una parte lavoriamo perché i centri storici siano attrattivi tutto l’anno, dall’altra però le istituzioni devono garantire la sicurezza di imprenditori, lavoratori, clienti».

Si mobilita anche la politica. Il Pd di Olbia sollecita misure straordinarie, l’intervento di “Strade sicure” e presidi sociali sul territorio. «Siamo di fronte a un sindaco e a una maggioranza  distaccati dalla realtà che i cittadini vivono ogni giorno nei quartieri – dice Ivana Russu, capogruppo in consiglio comunale –. L’amministrazione comunale resta ossessionata dall’immagine, dalle vetrine e dalle grandi opere di facciata,  ma perde di vista le reali esigenze della comunità. Ad esempio, il problema della sicurezza, sistematicamente negato nonostante l’evidenza».

Dal fronte del centrodestra, Fratelli d’Italia chiede certezza delle pene per chi infrange la legge ed espulsione immediata per gli stranieri non in regola. «Auspichiamo che per il responsabile dell’aggressione nel centro storico non ci sia un immediato rilascio – dice il coordinatore cittadino Marco Piro – ma si arrivi a una condanna esemplare». Di espulsione immediata parla anche il deputato gallurese della Lega, Dario Giagoni: «Servono controlli, certezza della pena e, quando la legge lo consente, espulsioni effettive».

Allarme e preoccupazione anche dai sindacati di polizia. Il segretario provinciale del Siulp, Massimiliano Pala, invoca «l’adeguamento degli organici e per il commissariato di Olbia il riconoscimento di un rango dirigenziale proporzionato alla realtà del territorio». Ancora più specifica la segretaria provinciale della Fsp, Tamara Marcelli: «Un commissariato  che dovrebbe avere almeno 100 unità operative, è costretto a gestire tutto con meno della metà». Infine Fabio Conestà del Mosap, il Movimento sindacale autonomo di polizia: «Dopo l’arresto dell’accoltellatore i nostri colleghi hanno addirittura dovuto impedire che l’uomo venisse aggredito dalla folla. Appena due volanti di fronte a un tentativo di linciaggio». 

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