Olbia, ferrovia tra il centro città e l’aeroporto: il cantiere slitta di altri tre anni
I termini del Pnrr sono scaduti. Rfi studia un nuovo cronoprogramma
Olbia Prossima fermata 2029. L’ultimo report contenente la programmazione di Rfi per la Sardegna sposta la fine corsa per i lavori del collegamento tra la stazione Terranova e l’aeroporto. Scaduto il 31 agosto il termine per l’utilizzo dei finanziamenti del Pnrr e attesa a fine settembre la rendicontazione, per capire la percentuale di utilizzo delle preziose risorse europee, verrà poi stilato un nuovo cronoprogramma per quella che è stata indicata come una delle opere strategiche più importanti per la mobilità del Nord Sardegna. Si capirà anche su quali risorse si potrà contare, partendo dal presupposto che il suo orizzonte temporale è ormai cambiato. Il progetto, nato con una quota rilevante di finanziamenti Pnrr e inizialmente programmato per il 2026, compare oggi nei documenti più recenti di Rfi con un’attivazione spostata più avanti. Una circostanza che, alla vigilia della chiusura della rendicontazione del piano, pone al centro il tema delle coperture necessarie per proseguire i lavori.
Il progetto
La gara pubblicata da Rfi nel dicembre 2023 aveva un valore di circa 114 milioni di euro di fondi Pnrr, destinati alla progettazione esecutiva e alla realizzazione del collegamento. L’investimento complessivo era allora indicato in 230 milioni, successivamente aggiornato a circa 231. Nel maggio 2024 Rfi aveva individuato come migliore offerente la società Manelli Impresa, in avvalimento con Europea 92, che a causa di una procedura di crisi li aveva ceduti, ormai più di due mesi fa, all’impresa Cmc spa attraverso un contratto di affitto di ramo d’azienda. L’opera, sottoposta alla gestione del commissario straordinario di Governo, Roberto Pagone, ha ottenuto la proroga di quattro anni sulla dichiarazione di pubblica utilità. Il progetto prevede un nuovo tracciato di circa 3,4 chilometri, dalla linea Golfo Aranci-Macomer attraverso la stazione Olbia-Terranova fino all’aeroporto Costa Smeralda-Aga Khan, dove nascerà una stazione di testa a due binari collegata al terminal. A questo si aggiunge una bretella di circa un chilometro verso Chilivani e Macomer. Il nodo oggi è rappresentato dai tempi. Quando venne bandita la gara, Rfi indicava l’ultimazione entro giugno 2026, successivamente l’attivazione era stata collocata entro la fine dello stesso anno. Ma il piano commerciale Rfi dell’ottobre 2025 ha spostato il collegamento prima al 2028, mentre un più recente quadro programmatico regionale pubblicato da Rfi poche settimane fa indica come data di attivazione il 2029. È la conferma che l’opera non può più essere considerata realizzabile integralmente entro l’orizzonte originario del Pnrr.
Pubblica utilità
In questo scenario assume particolare importanza anche la proroga degli effetti della dichiarazione di pubblica utilità, necessaria per mantenere efficace il percorso amministrativo legato alle aree interessate dall’infrastruttura e consentire la prosecuzione delle procedure. Non significa, da sola, che il finanziamento Pnrr sia salvo, ma rappresenta un passaggio necessario per evitare che il ritardo temporale comprometta anche l’iter realizzativo. La partita finanziaria va infatti distinta da quella fisica del cantiere. La scadenza della rendicontazione europea impone di certificare quanto effettivamente realizzato e ammissibile nell’ambito del Pnrr. Ciò che non potrà essere riconosciuto sul Pnrr dovrà necessariamente trovare altre coperture, se si vuole garantire il completamento dell’infrastruttura. Ed è proprio su questo punto che arrivano indicazioni importanti. L’aggiornamento 2025 del Contratto di programma Mit-Rfi, diventato efficace a giugno, ha messo a disposizione a livello nazionale nuove risorse anche per la prosecuzione degli interventi già avviati e per i fabbisogni e maggiori oneri legati agli investimenti Pnrr. In particolare, Rfi indica 1,150 miliardi destinati agli interventi in corso e altri 1,096 miliardi per fabbisogni residui e maggiori oneri Pnrr. Questo non consente ancora di quantificare quale quota sarà attribuita specificamente alla ferrovia di Olbia, ma mostra il meccanismo attraverso il quale le grandi opere possono proseguire oltre la scadenza europea.
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