Olbia, dal divieto di sfamare i cani randagi della zona industriale al via libera: il Tar annulla l’ordinanza di Nizzi
Il tribunale ha accolto il ricorso presentato da un’associazione animalista
Olbia I cittadini possono riprendere a dare da mangiare ai cani randagi della zona industriale. Lo ha stabilito il Tar della Sardegna, che ha accolto il ricorso dell’associazione “Rispetto per tutti gli animali” contro l’ordinanza anti-randagismo firmata la scorsa estate dal sindaco Settimo Nizzi. L’obiettivo era questo: catturare i cani, sterilizzarli, microchipparli e trasferirli nel canile. «Le guardie ecozoofile attirano gli animali nelle gabbie attraverso il cibo – aveva spiegato Nizzi –. Se la gente continua a dare da mangiare ai cani, invece, tutto questo diventa impossibile». L’ordinanza aveva scatenato non poche polemiche, con il sindaco che aveva poi incassato il sostegno della Lida e anche dell’Ordine dei veterinari. Secondo il Tar, invece, la situazione nella zona industriale non giustifica «l’adozione dell’indiscriminata misura».
Il tribunale ritiene che «debba ritenersi del tutto lecita la somministrazione in favore di cani randagi o animali da affezione vaganti in genere, purché il deposito di cibo avvenga attraverso l’uso di appositi contenitori e a condizione che gli stessi vengano successivamente rimossi a cura degli stessi cittadini che hanno somministrato il cibo, costituendo tale successivo adempimento un loro preciso onere, oltre che conforme al comune senso civico». E poi ancora: «Il provvedimento risulta adottato in assenza di requisiti di necessità e urgenza idonei a legittimare l’adozione di misure extra ordinem». Insomma, secondo il Tar manca «una situazione di effettiva eccezionalità e imprevedibilità tale da non poter essere adeguatamente affrontata in via ordinaria». (d.b.)
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