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L’Olbia Challenger alza l’asticella. Binaghi: «Così si fa crescere il tennis»

L’Olbia Challenger alza l’asticella. Binaghi: «Così si fa crescere il tennis»

Dall’11 al 18 ottobre il Tc Terranova ospiterà la quarta edizione del “125”

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Olbia Quattro top 100, una entry list di livello e una settimana in cui Olbia torna al centro del tennis internazionale. È stata presentata oggi, 4 ottobre, al Tc Terranova, nel parco Fausto Noce, la quarta edizione dell’Olbia Challenger 125, in programma dall’11 al 18 ottobre. Alla conferenza, organizzata dal circolo insieme a Mef Tennis Events, è intervenuto in collegamento da remoto anche il presidente Fitp Angelo Binaghi. A guidare il tabellone sarà Jaume Munar, numero 64 del mondo, con Jacob Fearnley, Jesper de Jong e Damir Dzumhur. Tra gli italiani spiccano il classe 2007 Federico Cinà, Stefano Travaglia, Andrea Guerrieri e Francesco Maestrelli.

Per Binaghi, quella intrapresa dal Terranova è «la strada giusta per far crescere il tennis. Rivolgo i miei complimenti al circolo e agli organizzatori e ribadisco come una buona attività sociale e agonistica non siano più sufficienti: bisogna anche avvicinare la comunità al grande tennis internazionale, perché lo spirito di emulazione è fondamentale, soprattutto in una fase in cui il tennis azzurro è protagonista. I Challenger permettono ai giovani italiani di affacciarsi più facilmente ai piani alti del ranking e fanno parte di un sistema che sta ottenendo risultati importanti, tanto da essere preso a modello anche all’estero».

Il torneo, che ha già portato a Olbia giocatori come Flavio Cobolli, Fabio Fognini, Mattia Bellucci, Luca Van Assche e Pablo Carreño Busta, è ormai un appuntamento consolidato. «All’inizio sembrava un sogno – ha detto l’assessora allo Sport Elena Casu – e oggi è una realtà. E parliamo di una manifestazione che contribuisce anche a tenere viva la città in ottobre e ad allungare la stagione turistica». Una crescita, questa, accompagnata dalla Regione. Il consigliere regionale Roberto Li Gioi ha sottolineato infatti come «passo dopo passo, con determinazione, il gruppo di volontari e organizzatori abbia fatto spiccare il volo a questo “125”: un evento capace di mettere insieme sport, cultura, gastronomia e turismo. E confermiamo il sostegno anche per gli anni a venire».

Al Tc Terranova, intanto, il torneo è diventato parte della vita del circolo. «Le emozioni sono le stesse della prima edizione – ha detto il presidente Giuseppe Bianco – e ogni anno gli spazi vengano trasformati per accogliere l’appuntamento che, quest’anno, è diventato anche un’occasione culturale grazie alla presenza di Stefano Meloccaro». Il volto di Sky ha ricordato in apertura Elena Pero, storica voce del tennis scomparsa nei giorni scorsi, prima di parlare del fascino dei Challenger e dei campioni passati da questi tornei: «Tutti, compresi coloro che oggi sono ai massimi livelli come Jannik Sinner e Flavio Cobolli, sono passati da eventi come questo».

È anche il filo conduttore del suo libro “Di chi parliamo quando parliamo di tennis”, dedicato ai giocatori e alle storie che hanno fatto innamorare generazioni di appassionati. La quarta edizione coincide inoltre con la prima stagione del Terranova in A2 e coinvolge direttamente i giovani del club. Il direttore del Challenger Andrea Frasconi ha rimarcato proprio «il valore formativo della manifestazione, perché permette ai ragazzi di allenarsi e confrontarsi con i professionisti». Per loro sono previsti anche i Kids Days, dedicati alle scuole tennis sarde. Prosegue inoltre per il quarto anno la collaborazione con Avis e Mater Olbia, health partner della manifestazione. A garantire al torneo una vetrina internazionale è anche la collocazione in calendario, difesa da Mef Tennis Events per assicurare un’entry list di alto livello. Gli incontri saranno trasmessi da SuperTennis e DAZN in Italia e in altri 19 Paesi. Il patron Marcello Marchesini ha ricordato «gli interventi degli ultimi mesi per adeguare il circolo agli elevati standard richiesti dall’ATP e la scelta di mantenere una data strategica. Abbiamo fatto insomma il possibile perché quello di Olbia restasse un evento di grandissimo livello». (s.p.)

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