Emergenza abitativa, a Olbia nasce la foresteria per i medici dell’ospedale: a disposizione 24 posti letto
In consiglio comunale il via libera alla variante urbanistica richiesta dall’Asl Gallura
Olbia I problemi sono due. Pochi medici e alloggi che non si trovano. Per questo l’Asl Gallura ha deciso di costruire una palazzina da tre piani direttamente dietro l’ospedale Giovanni Paolo II, nel quartiere di Tannaule. L’obiettivo è quello di mettere a disposizione un tetto e un letto al personale sanitario che intende lavorare in città. L’azienda sanitaria gallurese punta così a rendere più attrattivo l’ospedale cercando di intervenire direttamente alla radice, in una città sempre più stretta nella morsa di una emergenza abitativa senza precedenti. Un po’ come a La Maddalena, dove il Comune ha ristrutturato il vecchio Ospedaletto Garibaldi e lo ha trasformato in un insieme di alloggi destinati al personale del Paolo Merlo. Per quanto riguarda la foresteria che sarà tirata su a Olbia, il progetto è della Asl Gallura e nel pomeriggio di oggi, lunedì 26 ottobre, il consiglio comunale ha dato il via libera alla variante urbanistica che autorizza di fatto la costruzione dell’edificio.
La foresteria
Per la realizzazione dell’opera l’Asl Gallura ha a disposizione cinque milioni di euro. All’interno della foresteria saranno ricavati 24 alloggi con soggiorno, servizi e spazi comuni. La priorità sarà data al personale sanitario, ma non è da escludere che, in futuro, la struttura possa ospitare anche i familiari dei pazienti che arrivano da fuori Olbia. Dopo il voto unanime della Commissione urbanistica presieduta da Cristina Mela, oggi è dunque arrivato il via libera del consiglio comunale. «Si tratta di una iniziativa particolarmente importante soprattutto dal punto di vista sociale – sottolinea Bastianino Monni, assessore all’Urbanistica –. Con la realizzazione di nuovi alloggi si va a colmare un deficit che, negli ultimi anni, sta riguardano la nostra città. Stiamo parlando di una struttura dedicata al personale sanitario ma anche ai familiari dei pazienti del Giovanni Paolo II. Sarà un punto di appoggio fondamentale».
L’emergenza in città
Con il mercato immobiliare sempre più orientato verso il settore turistico, è in particolare dal post pandemia che a Olbia – al pari di altre città isolane – è diventato quasi impossibile riuscire a trovare una casa in affitto, se non per il periodo autunnale e invernale e a prezzi comunque sempre più alti. Un vero incubo soprattutto per le giovani famiglie e anche per i lavoratori costretti a dover rinunciare a un impiego stagionale proprio a causa dell’emergenza abitativa. Per quanto riguarda l’ambito sanitario, l’Asl Gallura sta così provando a dare una risposta attraverso la costruzione di una palazzina con 24 alloggi. Importanti risposte stanno arrivando anche dal fronte universitario. Al Geovillage, per esempio, è in fase di ultimazione un campus da 464 posti letto a servizio del Polo UniOlbia. Lo sta realizzando il Gruppo Alma con i fondi del Pnrr, sulla base di un partenariato pubblico-privato, e dovrebbe accogliere i primi studenti nel corso del mese di novembre. Nel frattempo l’amministrazione comunale, attraverso i fondi Pinqua, dopo decenni di abbandono totale sta trasformando in una casa dello studente l’ex palazzo dei ferrovieri di via Vittorio Veneto. L’ultima novità arriva invece dalle ex Casermette militari di via Mameli, dove le professioniste che si erano aggiudicate il bando del Demanio hanno realizzato, tra le altre cose, diciotto posti letto destinati agli universitari.
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