La Nuova Sardegna

Oristano

Politica

Un buon pranzo per risolvere la crisi in Comune: a tavola il sindaco e due consiglieri

di Enrico Carta
Sergio Locci
Sergio Locci

Si è parlato anche di assessorati e di un possibile allargamento della maggioranza con un nuovo ingresso

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Oristano Crisi comunale: giorno 22, ma stavolta in consiglio comunale è calma piatta. È invece di fronte a delle buone pietanze servite su un tavolo di ristorante che si prova a ricucire la tela strappata. La votazione di ieri per eleggere i revisori dei conti non era argomento in grado di regalare emozioni e infatti la seduta dell’assemblea civica è volata via liscia. Dietro le quinte, senza neanche nascondersi troppo, si cerca però di tessere la trama che consenta al sindaco Massimiliano Sanna e alla sua maggioranza di superare le forche caudine dei numeri che continuano a non essere sufficienti per andare avanti. Lo strappo coi quattro dissidenti di Forza Italia non è rientrato, ma attorno al primo cittadino qualcuno prova a fare dei passi che potrebbero portarlo fuori dalle sabbie mobili di una crisi che va avanti da un tempo che nessuno sa più definire, talmente è lungo. Qualcosa di curioso è accaduto mercoledì all’ora di pranzo quando a banchettare a Sa pischera ’e mar’e pontis a Cabras si sono ritrovati proprio Massimiliano Sanna con due consiglieri comunali. Uno è Giuliano Uras (Oristano al Centro) costante nel sostegno al sindaco e rappresentato in giunta dal compagno di partito Ivano Cuccu. L’altro è il civico di centro Sergio Locci, in teoria non organico alla maggioranza, ma a sua volta tempestivo nel garantire voti e presenza quando serve «per evitare il commissariamento del Comune», come va ripetendo in maniera decisa da un anno e nove mesi.

Sul tavolo, oltre alle specialità di mare, pare che a un certo punto sia spuntata anche una proposta. A farla sarebbe stato proprio Sergio Locci che, in cambio di un sostegno palese e non esterno, non disdegnerebbe un assessorato. Era il 2 aprile e il giorno degli scherzi era già passato, ma alla fine pare che tutto si sia risolto proprio con l’affermazione che tutto fosse una burla. Il sindaco è comunque rimasto alquanto perplesso, sebbene sappia che un passaggio in maggioranza, gli consentirebbe di avere tredici voti certi su cui contare. Il problema è che, anche un eventuale ingresso di Sergio Locci, non risolverebbe il rebus per la distribuzione degli assessorati che, a differenza dei pani e dei pesci, per quanto la Pasqua sia vicina non possono essere oggetto di miracoli e moltiplicazioni. A pranzo finito ognuno è andato per la sua strada, ma un sassolino nello stagno – vista la location è automatico dirlo – è stato gettato. Chissà che le onde si propaghino sino ad arrivare in piazza Eleonora.

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