Rive dello stagno invase dai rifiuti, Manca: «Ecosistemi a rischio»
Scontro politico a Cabras, L’opposizioni incalza la giunta: «Tutelino i lavoratori del litorale»
Cabras «Le rive dello stagno di Cabras sono invase da plastica, lattine e rifiuti di ogni genere. Una situazione indegna per un territorio che basa la sua identità e la propria economia sulla qualità del prodotto ittico e sull’immagine di un ambiente sano. Così non si tutela né l’ambiente né il lavoro di chi vive di questo stagno». Il consigliere comunale di minoranza, Antonello Manca, denuncia il degrado e l’incuria che a suo giudizio caratterizzerebbero le rive della laguna di Mar’e Pontis e la zona di piazza Stagno.
«Questa giunta ama definirsi attenta all’ambiente – attacca Manca – ma allora mi chiedo perché non intervenga sull’inquinamento del litorale dello stagno». Manca torna poi sul delicato tema dell’immigrazione: «Gli immigrati – sostiene – non sono messi nelle condizioni di svolgere attività lavorative, sociali o ricreative. Il risultato, che è sotto gli occhi di tutti, sono gruppi che trascorrono le giornate sulle panchine di piazza Stagno, consumando alcol e lasciando rifiuti, con conseguenze sul decoro urbano e sulla convivenza civile. Questo non fa bene né a loro né alla comunità. Accogliere è un dovere morale e civile, ma accogliere senza integrare è un fallimento».
Prosegue ancora il consigliere: «Una terza questione riguarda la pubblica illuminazione di piazza Stagno: luci carenti, spesso non funzionanti, in alcuni casi completamente assenti. Una piazza centrale frequentata, che viene lasciata al buio per mancanza di manutenzione e attenzione. Dove vengono spesi i soldi del Comune? Vengono utilizzati per andare incontro alle esigenze di tutto il paese o solo di chi fa comodo? Non devono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B». Manca si rivolge all’amministrazione: «Chiedo risposte e azioni immediate sulle criticità che da troppo tempo, nell’indifferenza generale, interessano piazza Stagno e il litorale. Basta promesse».
