Padre Paolo, vittima di abusi per tre anni dal prete condannato: «Oggi per me è finito un incubo»
Valerio Manca, ex responsabile del Seminario teatro delle violenze, è stato giudicato colpevole dal tribunale ecclesiastico: non è più sacerdote
Oristano «È la fine di un incubo, solo una vittima di una situazione del genere può capire quello che ho passato io in tutti questi anni». Sono le primissime parole di Padre Paolo Contini non appena ha appreso della notizia della condanna da parte del tribunale ecclesiastico di colui che sino a qualche ora fa era Padre Emanuele, al secolo Valerio Manca, ex responsabile del Seminario serafico francescano di piazza Cattedrale a Oristano tra gli anni ‘80 e ‘90, quando Marco Contini, che da sacerdote prese per l’appunto il nome di Padre Paolo, dimorava nella struttura che accoglieva giovanissimi seminaristi. Aveva quattordici anni quando fece il suo ingresso e per tre lunghi anni subì gli abusi di colui che avrebbe dovuto invece tutelarlo e accompagnarlo nel cammino spirituale appena intrapreso.
La sentenza
Da oggi, giovedì 15 gennaio, Padre Emanuele non è più un sacerdote, visto che il tribunale ecclesiastico come pena ha stabilito la riduzione allo stato laicale togliendogli la facoltà di esercitare quindi all’interno della Chiesa. È la pena massima che un tribunale ecclesiastico può stabilire per casi del genere, episodi di pedofilia dimostrati oltre che da una confessione avvenuta per lettera e rivolta allo stesso Padre Paolo, anche da una serie di messaggi e poi dalle decisive testimonianze rilasciate durante il processo.
La prima denuncia
Fu sporta da Padre Paolo nel 2021, ma allora fu deciso di archiviare tutto. Dopo un anno, la vittima degli abusi fece un ulteriore passo col ricorso presentato dall’avvocato Alessandro Camedda e riaprendo di fatto il caso. La svolta si ebbe però nel 2023 quando Padre Paolo, che nel frattempo aveva lasciato l’ordine francescano per diventare prete, decise che non era più il caso di attendere oltre e fece una denuncia pubblica di fronte ai suoi parrocchiani di Ghilarza, Abbasanta e Norbello. Il caso fece scalpore e ottenne la visibilità che meritava e, nonostante ulteriori difficoltà, ottenne anche l’attenzione giusta del tribunale ecclesiastico. Sono passati quasi tre anni da allora, ma alla fine la sentenza è arrivata: la condanna è stata unanime con cinque giudici su cinque a dichiarare colpevole Padre Emanuele ovvero Valerio Manca. Da oggi non più sacerdote.
