La Nuova Sardegna

Oristano

Verso la giostra

Cavalieri con caschi e corpetti, il Comitato Sartiglia nel coro dei “no”

di Caterina Cossu
Cavalieri con caschi e corpetti, il Comitato Sartiglia nel coro dei “no”

L’istituzione interna alla Fondazione Oristano ribadisce la sua contrarietà al decreto Abodi

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Oristano Deciso e diretto al punto: «Il decreto Abodi non va applicato alla Sartiglia, che nulla ha a che vedere con l’agonismo. Sul punto poi, la legge sarà pur soggetta a interpretazione, ma la linea per noi è chiara. La presenza dei cavalli è l’unico contatto, per il resto è abbastanza esplicito che le manifestazioni equestri che hanno a che fare con folclore e tradizione siano da escludere. E noi stiamo lavorando in questo senso affinché sia chiaro che la Sartiglia 2026 si può svolgere senza caschetti e senza paraschiena».

Carlo Pala, chiamato quest’anno a guidare il Comitato Sartiglia, istituzione interna alla Fondazione Oristano che è il braccio operativo del Comune nell’organizzazione della giostra, è cresciuto a pane e giostra equestre. Quarantasei anni nell’associazione dei cavalieri gli hanno permesso di vederne tante, ma lo scoglio creato dallo scontro attorno al decreto Abodi sta determinando «uno dei momenti più complessi per la storia della manifestazione», scoglio che però può essere evitato: «Sono positivo per natura e credo che anche qui si possa trovare la quadra spiega. L’interpretazione data anche dai gremi nel comunicato di qualche giorno fa è più che sostenibile e per noi condivisibile. La Sartiglia, con i suoi 500 anni di storia, nulla ha a che vedere con le gare a cavallo, che hanno percorsi diversi e prove che impongono un ritmo agonistico. Il decreto va letto attentamente e si evince chiaramente che proprio tra le sue righe questo tipo di manifestazioni è esclusa dalla sua applicazione».

Tra i punti critici che il presidente del Comitato Sartiglia sente di chiarire, a scanso di interpretazioni non veritiere, c’è il tanto discusso acquisto preventivo di 120 dispositivi di sicurezza da parte della Fondazione Oristano, che ha allarmato chi ha interpretato l’acquisto come la fornitura di un caschetto e un giubbottino a testa per sartigliante: «È un affare amministrativo interno della Fondazione, nulla che sia stato suggerito dal Comitato Sartiglia e che possa essere in qualche modo riconducibile a nostre richieste – precisa Carlo Pala –. Nulla è stato acquistato espressamente per essere utilizzato durante le fasi della giostra».

Il Comitato Sartiglia dunque sta lavorando alacremente, in realtà già da ottobre, per arrivare alla quadra presto e garantire un evento nella sua migliore forma organizzativa. La settimana prossima ci sarà il varo del definitivo piano di sicurezza con la partecipazione di tutti gli attori della Commissione provinciale competente, cui prenderanno parte oltre al Comitato anche il prefetto Salvatore Angieri e il questore Giovanni Marziano, tutte le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e le unità di soccorso, la Fondazione Oristano e l’ingegnere incaricato responsabile della sicurezza Cristian Licheri.

Ieri ser, 20 gennaio 2026, intanto, era convocata la riunione proprio dell’organo organizzativo e nel calderone hanno bollito mille ingredienti: dall’ordinaria amministrazione alla conferma del posizionamento delle tribune in via Mazzini fino ai generali malumori dei cavalieri per caschetti e paraschiena. «La nostra interpretazione è di escluderli per tutti i cavalieri, senza nemmeno lasciare loro la discrezionalità, così come è sempre stato – ribadisce Carlo Pala –. La norma sul punto ci sembra chiara e lavoreremo affinché l’applicazione sia uniforme»

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