Espropri completati a Mont ‘e Prama, altri 11 ettari di terreni per cercare i Giganti
Le aree passano al Comune di Cabras, il sindaco: «Ora i progetti di valorizzazione»
Cabras Arriva un passaggio storico per il Sinis e per la tutela dell’intera area dove sono state ritrovate le statue dei Giganti. Da oggi, 23 gennaio 2026, il Comune di Cabras ha preso possesso dei terreni del sito archeologico di Mont’e Prama, che entrano dunque a far parte del suo patrimonio pubblico. L’ente ha annunciato la conclusione positiva del lungo iter amministrativo con il decreto di esproprio dell’area, la quale si estende per oltre 11 ettari, approvato lo scorso 29 dicembre. Per l’esproprio di tutti i terreni, destinati alla creazione di un grande parco archeologico, il Comune ha speso 462mila euro, di cui 342mila euro per le indennità riconosciute e il resto per spese tecniche, notarili e fiscali.
L’ente precisa altresì che qualora gli espropriandi avanzassero richiesta di maggiori indennizzi, tali istanze potranno essere definite esclusivamente in via arbitrale, secondo quanto prevede la legge. «L’ente pubblico ora diventa il custode di un’area di inestimabile valore culturale, scientifico e identitario del Sinis e dell’intera Sardegna – ha dichiarato il sindaco Andrea Abis –. Potranno dunque partire finalmente i progetti di ricerca, tutela e valorizzazione dell’intera area di Mont’e Prama che attendono il via».
Il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni, ha sottolineato: «Con questo atto si potrà rafforzare l’efficacia nella gestione dei beni culturali e archeologici che renderà Mont’e Prama uno dei più rilevanti poli sardi di attrazione archeologica, un parco vivo, accessibile e integrato nel territorio, pronto ad accogliere nuove campagne di scavo e un flusso crescente di visitatori».
L’iter di esproprio era stato avviato fin dal lontano 2019, con l’erogazione di finanziamenti regionali per 780mila euro, destinati alla messa in sicurezza dell’area e all’esproprio dei terreni. Allora è partito un lavoro complesso, che ha dovuto fare i conti con i tempi lunghi della burocrazia. Dopo oltre sei anni la procedura è arrivata finalmente al suo compimento. Lo storico passo avanti permetterà l’avvio del cantiere per l’infrastrutturazione dell’area archeologica. Nel progetto sono previsti la perimetrazione e la realizzazione di spazi di accoglienza, ma anche interventi per la gestione del deflusso delle acque superficiali, a tutela del delicato equilibrio idrogeologico del sito archeologico, che sorge su una collina. In futuro, naturalmente, l’acquisizione di un’area così vasta attorno a quella in cui le ricerche sono state già condotte, potrebbe portare a nuove campagne di scavo e a importanti scoperte.
Nell’area archeologica di Mont’e Prama dal luglio del 2024 sorge il nuovo centro servizi, realizzato grazie ad un finanziamento della Regione Sardegna nell’ambito del complesso di interventi del “Grande progetto Mont’e Prama”. La struttura, polivalente e amovibile, essendo stata realizzata con moduli prefabbricati, presenta i pannelli decorati con le immagini dei Giganti e occupa una superficie totale di 70 metri quadrati. All’interno si suddivide in due zone distinte, con ingressi separati. La prima è riservata allo spogliatoio e ai servizi igienici per gli archeologi e gli studiosi. La seconda invece, che si compone anche di una biglietteria, di un ufficio, di una sala polivalente e di un servizio igienico accessibile anche dalle persone affette da disabilità, è destinata ai visitatori.
