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Agricoltura

Troppe piogge, le colture marciscono nei campi: a rischio i prodotti sardi sui banchi dei mercati

di Michela Cuccu
Troppe piogge, le colture marciscono nei campi: a rischio i prodotti sardi sui banchi dei mercati

Coldiretti Oristano conferma l’allarme di Confagricoltura: il comparto è in emergenza

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Oristano L’inverno 2026 sta presentando un conto salatissimo all’agricoltura della Sardegna Centro-Meridionale. Dopo le prime avvisaglie dei mesi scorsi, la situazione nell’Oristanese è ormai critica: le piogge incessanti di gennaio e l’assenza di tregua in questo inizio di febbraio hanno trasformato i campi in acquitrini, rendendo impossibile qualsiasi attività produttiva. La denuncia arriva oggi, 9 febbraio, da Coldiretti Oristano, che sottolinea come il settore sia sull'orlo di una crisi di tenuta. Già nelle scorse settimane Confagricoltura aveva sollevato il problema, evidenziando le prime crepe in un sistema messo alle corde dal maltempo. Oggi, quella che era una preoccupazione si è trasformata in un’emergenza conclamata che vede le semine di cereali a rilento, enormi difficoltà sulle potature e l'impossibilità di intervenire a sostegno dei frutteti. «È normale che d'inverno piova o che d’estate faccia caldo, però gli effetti dei cambiamenti climatici si stanno evidenziando in tutta la loro drammaticità – sottolinea Paolo Corrias, presidente di Coldiretti Oristano – . Le precipitazioni di questo avvio del 2026 hanno un carattere veramente eccezionale e stanno mettendo in seria difficoltà tante aziende dell'Oristanese e non solo, perché anche sul restante territorio regionale le situazioni sono molto difficili».

Il rischio concreto è quello di veder mancare i prodotti sardi sui mercati, mentre gli agricoltori devono far fronte a costi di produzione sempre più elevati. «Da parte nostra c'è una forte preoccupazione poiché gli agricoltori ormai devono far fronte a costi di produzione sempre più elevati e a una marginalità sempre più risicata e, in certi casi, addirittura inesistente», precisa Corrias, aggiungendo che serve «una forte determinazione nel voler affrontare il problema nell'immediato con misure snelle senza il peso dell'eccessiva burocrazia che permettano realmente alle aziende di accedere agli indennizzi».

Il direttore di Coldiretti Oristano, Emanuele Spanò, sollecita un intervento politico deciso: «La Regione deve decidere quale ruolo merita il comparto agricolo in Sardegna perché ormai è troppo tempo che si indugia. Serve determinazione e capire quali strumenti servono per far sì che le aziende possano investire concretamente sul territorio». La richiesta è quella di una ricapitalizzazione che renda le imprese competitive rispetto all'import estero. Inoltre, Coldiretti batte il chiodo sulla certezza dei tempi: «Le nostre aziende hanno bisogno di avere certezze sui tempi dell’iter delle domande, dalla presentazione fino alla liquidazione», rilancia Corrias, denunciando situazioni in cui le imprese attendono anni per poi vedere tutto risolversi in un nulla di fatto.

Anche sulle assicurazioni, il quadro è desolante: «Oggi gli agricoltori fanno grande fatica ad assicurare le proprie coltivazioni non perché non ne riconoscano l’utilità, ma perché il costo dei premi è ormai diventato insostenibile. Inoltre, la quota agevolata arriva alle aziende dopo 3-4 anni», concludono i vertici dell'associazione, sottolineando come questa convergenza di criticità, già segnalata dal fronte agricolo sindacale, rischi di far collassare definitivamente i bilanci aziendali.

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