La Nuova Sardegna

Oristano

La denuncia

Silvio, ipovedente e invalido al 100%: «Imprigionato in casa tra barriere e semafori» – Il racconto

di Michela Cuccu
Silvio, ipovedente e invalido al 100%: «Imprigionato in casa tra barriere e semafori» – Il racconto

Vita impossibile per via dei pericoli: «Non posso uscire, anche la fermata dell’autobus è stata soppressa»

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Oristano Silvio Colatriano si sente un prigioniero nella propria casa. Per un uomo ipovedente grave, con un’invalidità al 100 per cento, le mura domestiche di Silì non sono più un rifugio, ma il confine di un isolamento forzato. A rendere invalicabile questo perimetro è lo stato di totale abbandono della strada provinciale 55 che unisce il capoluogo a Silì, dove la sicurezza è diventata un miraggio e i servizi essenziali sono stati sacrificati sull’altare di una mobilità che non tiene conto dei più fragili.

L’ultima beffa

L’ultima beffa riguarda il trasporto pubblico. Il cittadino denuncia la soppressione della fermata della linea 4 vicino alla chiesa della Maddalena, spostata per fare spazio a una protezione della pista ciclabile. Un paradosso urbano: per proteggere i ciclisti, si condanna un non vedente a un percorso a ostacoli di oltre 300 metri tra buche e marciapiedi sconnessi per raggiungere l’unica fermata rimasta vicino alle scuole. «Raggiungerla – dice Colatriano – per me diventa pericoloso anche a causa del traffico intenso. Servirebbero almeno dei dissuasori, ma non ci sono. Il risultato è che sempre più spesso devo rinunciare a uscire e rassegnarmi a rimanere a casa».

Roulette russa

Lasciare l’abitazione infatti è ormai una «roulette russa». Il punto critico è il semaforo davanti al passaggio a livello: «È completamente muto, non c’è alcun segnale acustico. Io non vedo le auto, gli automobilisti vedono il mio bastone, ma non sempre mi lasciano passare e spesso frenano bruscamente all’ultimo secondo. Attraversare è un’incognita quotidiana». Una situazione che Silvio Colatriano racconta di aver denunciato tempo fa all’ex assessore al Traffico, Ivano Cuccu, che aveva risposto con promesse di adeguamento tecnologico per ora rimaste vane, prima di essere rimosso dalla giunta.

In mezzo al traffico

I problemi iniziano proprio sulla soglia di via Martiri del Congo. Qui i lavori recenti hanno creato un marciapiede quasi a livello della carreggiata. Risultato? Quando piove, l’acqua non viene drenata, ma scorre direttamente nel suo cortile, minacciando di allagare l’abitazione: «Prima c’era un marciapiede vero, oggi c’è un invito alle inondazioni», denuncia chiedendo anche agli utenti della strada di moderare la velocità in un tratto dove uscire dal cancello di casa significa trovarsi immediatamente nel mezzo del traffico. La vicenda di Silì scoperchia un vaso di Pandora che riguarda l’intera Oristano e il suo territorio comunale. La città è disseminata di barriere architettoniche indirette: semafori senza avvisatori acustici, marciapiedi distrutti dalle radici e invasi dalle erbacce che rendono la mobilità un diritto negato. Per chi vive nel buio, l’indifferenza delle istituzioni è l’ostacolo più difficile da superare. E per Silvio Colatriano, la sicurezza stradale non è più solo un tema da dibattito politico, ma una questione di dignità quotidiana.

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