Il Comune cede gratis i locali dell’asilo all’Asl per non perdere il distretto sanitario. Scoppia la polemica
Ghilarza, malumori in maggioranza e attacco delle minoranze al sindaco
Ghilarza Comune e Asl sempre più vicini all’accordo sul trasferimento degli uffici del distretto socio-sanitario Ghilarza–Bosa nei locali della scuola materna. Sui termini della convenzione però è guerra in maggioranza. La prospettiva di cedere il diritto di possesso dei locali comunali senza alcuna contropartita economica, prospettata dal sindaco Stefano Licheri, non piace al consigliere di maggioranza Giuseppe Fadda, che in aula si è astenuto ma non ha mancato di esprimere tutto il suo disappunto.
Polemica anche la minoranza: i consiglieri Eugenia Usai, Federico Fodde, Roberto Schirra e Alessandro Piras hanno criticato le modalità con cui è stata data comunicazione all’istituto comprensivo del cambio di destinazione d’uso del plesso di via Alghero: «Gli organi scolastici sono stati messi davanti al fatto compiuto». Il gruppo non condivide la decisione unilaterale sull’accorpamento con il presidio per l’infanzia di via XVI Marzo, né l’assenza di condizioni economiche nell’accordo. «Nel 2022 il sindaco rifiutò l’ipotesi di dare i locali gratis, spieghi perché ora ha cambiato idea» chiedono, unitamente all’invito a rimandare il punto per poter valutare soluzioni alternative.
Concorde sul punto Fadda, che ha inoltre accusato l’Asl di aver messo in atto pesantissima pressione ponendo l’amministrazione comunale di fronte all’eventualità di delocalizzare gli uffici del distretto: «L’azienda non può chiedere al Comune la disponibilità di uno stabile a costo zero, dopo che per 30 anni ha sperperato soldi pubblici pagando un affitto di 60mila euro l’anno a un privato invece di investirli per ristrutturare edifici di sua proprietà o costruirli ex novo nei terreni che possiede a Ghilarza». L’amministratore ha infine invocato un incontro con la governatrice Alessandra Todde.
Il sindaco Licheri ha negato il rinvio insistendo sull’urgenza di approvare subito la proposta del comodato gratuito per non rischiare di vedersi sottrarre la sede del distretto socio-sanitario.
