Prima i lavori del Pnrr, poi il degrado – L’appello del quartiere dimenticato
Giardini e vie rimessi a nuovo, abbandonati a erbacce e sterpaglie. Dai palazzoni e dalle villette un unico grido: «Il Comune venga a parlare con noi»
Oristano Le vie del quartiere sono state rimesse a nuovo l’anno scorso con i fondi del Pnrr, cantiere consegnato prima di Natale. Marciapiedi pavimentati, aiuole riorganizzate, persino una piazzetta con una lunga panchina rettangolare che invita a godersi relax e chiacchiere sotto i palazzoni di via Tempio. «Poi – denunciano i residenti – non si è più visto nessuno. Le erbacce che crescono anche tra una mattonella e l’altra parlano da sole». Al Sacro Cuore, una delle zone a densità abitative più grandi e importanti di Oristano, il malcontento serpeggia da una zona all’altra del rione. Da via Laconi e tutte le perpendicolari dove si affacciano le case singole fino a piazza Torrente, così come dai palazzoni di via Ancona e via Sorgono, e dai condomini che danno su via Milis, dove la fontana realizzata dall’istituto d’Arte cittadino non è mai stata messa in funzione, e via Nora. Le denunce di difficoltà sono molteplici, ma partono dalla sistemazione dei giardini. «Nelle aiuole il telo pacciamante è stato sistemato alla bene e meglio, forma degli antiestetici e pericolosi dossi. C’è questo legnatico al posto dell’erba verde curata, sembra sempre tutto sporco – si sfoga Fabio Piras, quarantenne –. E io ho il cane, ora arriva il periodo dei forasacchi: diventa pericoloso portarlo a passeggio sotto casa». I più anziani fanno notare che nei giardini mancano del tutto gli alberi, «tanto utili in estate quando l’atmosfera tra i palazzoni diventa rovente».
In via Isili, le residenti hanno riqualificato l’area del giardino abbandonato alle sterpaglie creando una colonia felina curatissima, per gestire la presenza di tanti gatti randagi. Un’iniziativa dal basso per stimolare la cura del verde pubblico, che però non è accompagnata dai servizi comunali: «Quando il Comune non taglia l’erba, ci pensiamo un po’ anche noi, come meglio possiamo – racconta Lucia Cabua –. Questa casa è per i gattini: li abbiamo quasi tutti sterilizzati, abbiamo messo le ciotole anti-formiche e puliamo regolarmente». La piazza qui è attraversata da un camminamento interno, che è stato cementato. Dello sfalcio dell’erba nessuna traccia, e nonostante il cemento sia asciutto la porzione è ancora cantierata.
Chiarella Fadda vive qui da 40 anni, da quando si è sposata: «Siamo isolati, ho difficoltà a prendere anche i mezzi pubblici per muovermi, difficile trovare le informazioni nelle pensiline – racconta –. Ci hanno tolto poi quasi tutti i negozietti di quartiere: fare anche solo una commissione costringe ad andare verso il centro, per gli anziani non è sempre facilissimo». E lancia un’idea: «Vorremmo che venisse qualcuno del Comune qui a farsi un giro, un assessore o un funzionario. Sarebbero accolti con tante idee e un bel tour, così potremmo vedere insieme come migliorare tutto il quartiere, se ascoltassero». © RIPRODUZIONE RISERVATA
