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Oristano

Il caso

Il corso di laurea in Infermieristica è finanziato ma slitta ancora – Cosa sappiamo

di Michela Cuccu
Il corso di laurea in Infermieristica è finanziato ma slitta ancora – Cosa sappiamo

Il Consorzio Uno, che gestisce i servizi per la sede decentrata di Oristano, insiste: «Serve l’affidamento diretto dei fondi regionali»

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Oristano Il traguardo è stato formalmente tagliato, ma la linea di partenza per gli studenti deve essere spostata in avanti. Il nuovo corso di laurea triennale in Infermieristica dell’Università di Cagliari, pur essendo ormai una realtà amministrativa e finanziaria, non aprirà i battenti prima del 2027 in città. Nonostante la Regione abbia già blindato le risorse per il triennio 2026-2028 attraverso un emendamento alla Legge di stabilità, il Consorzio Uno ha dovuto premere forzatamente il tasto pausa.

I motivi A frenare l’avvio immediato sono anzitutto ragioni logistiche: «Abbiamo chiesto lo slittamento dell’avvio perché stiamo ancora definendo la collocazione dei laboratori – spiega Gianvalerio Sanna, presidente dell’organismo che gestisce la sede gemmata oristanese –. Potremmo usare i laboratori già dedicati ai corsi di Agraria e Biotecnologie, facendo i turni, ma ci stiamo ancora organizzando». Sessantacinque mila euro dedicati alle aule pratiche che, una volta messi a frutto, permetteranno di formare fino a quaranta infermieri ogni anno, boccata di ossigeno vitale per la sanità.

Difficoltà Il rinvio del corso però non è un episodio isolato, ma diventa il simbolo di un malessere strutturale che affligge le università periferiche della Sardegna. Per Gianvalerio Sanna, il successo di un singolo emendamento non può sostituire una visione d’insieme. Il tema centrale del dibattito politico locale è ora la necessità di una legge regionale organica per le università decentrate, che permetta ai consorzi di uscire dal limbo dell’incertezza cronica: «Quello che serve è una maggiore stabilità finanziaria. Una legge è necessaria perché non si debba più essere costretti ad andare ogni anno in Regione ad elemosinare i fondi. Non si può programmare il futuro dei nostri giovani basandosi solo sugli attuali stanziamenti annuali o emendamenti presentati all’ultimo minuto».

L’idea nel cassetto Attualmente, i consorzi operano in base alla legge regionale 5 del 2016, che prevede ripartizioni di fondi (come gli 8 milioni stanziati dalla Giunta per l’anno accademico 2025-2026, ndr) utili al funzionamento immediato ma insufficienti per una crescita strategica. La proposta di legge, presentata dall’Udc nel luglio 2025, con l’obiettivo di prevedere risorse certe per le residenze studentesche è ferma. Nonostante anche il consiglio comunale di Oristano abbia approvato all’unanimità una mozione a sostegno di questa riforma nell’ottobre 2025, sottolineando il valore inestimabile del Consorzio Uno per il territorio, il testo non è ancora approdato nell’aula di via Roma a Cagliari. La sfida è trasformare l’università diffusa da costo da gestire a investimento strategico per contrastare lo spopolamento delle zone interne.

Formazione Nel frattempo il Consorzio Uno prosegue nell’ammodernamento radicale della propria offerta formativa, vedi anche il nuovo diploma di laurea in Orticoltura dell’Università di Sassari. «Dobbiamo offrire corsi di laurea che consentano l’accesso reale al mondo del lavoro – riprende Sanna –. Creare professionalità moderne è l’unico modo per evitare che i giovani continuino a lasciare la nostra provincia». Quest’anno, la trasformazione è visibile in due ambiti chiave offerti dall’ateneo di Cagliari: il turismo e l’ambiente. Lo storico corso in Economia e gestione dei servizi turistici ha fatto posto alla laurea in Management delle destinazioni e del turismo culturale. Si tratta di un’evoluzione necessaria, dettata da un mercato del lavoro stravolto dalle tecnologie digitali e dalle nuove esigenze di gestione dei flussi turistici, materia che richiede competenze sempre più specifiche. Parallelamente, sul fronte scientifico, il corso in Biotecnologie industriali e ambientali lascia il posto a Biotecnologie marine e degli ecosistemi acquatici, per formare esperti in un settore attinente alle peculiarità geografiche e produttive della Sardegna e dell’Oristanese. Questi nuovi indirizzi, uniti alla futura attivazione di Infermieristica, sono completati dai corsi del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, tra cui spiccano il corso di Enologia, ancora unico in Sardegna, e la scuola di specializzazione in Beni archeologici Nesiotikà. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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