Zedda punta tutto sull’ambiente: più alberi in città, in Aula il Piano del verde
L’approvazione approda in consiglio comunale. La minoranza annuncia: «Voteremo nell’interesse della città»
Oristano La partita si giocherà oggi 30 aprile, dopo le 18, in Consiglio. Ma con ogni probabilità, salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, il Piano del verde sarà approvato. Strumento programmatico e utile come linea guida, è uno dei punti fortemente voluti dall’assessora all’Ambiente Maria Bonaria Zedda e dalla giunta di Massimiliano Sanna. La sua versione finale ha avuto una gestazione di circa due anni, complici anche alcune lungaggini in Commissione. Il documento non si limita a indicare obiettivi generali, ma entra nel dettaglio della rete urbana, individuando zone concrete di intervento e le criticità da cui partire.
La minoranza Determinante sarà l’apertura al voto da parte del centrosinistra, che sembra esserci. «Sarebbe davvero stupido non votarlo, visto che sono state accolte tutte le perplessità presentate anche dalla minoranza in commissione e si tratta di un documento tutto sommato condiviso – ha commentato la consigliera Maria Obinu (Alternativa sarda) –. Ho paura che come il piano del traffico resterà una di quelle cose approvate e dimenticate, ma è oggettivamente uno strumento valido». Dello stesso avviso anche i consiglieri del Partito democratico: «Abbiamo convenuto con la collega Carla Della Volpe che avere uno strumento di questo tipo è sempre meglio che non averlo – ha fatto notare Massimiliano Daga –. Sarà interessante capirne i particolari dalla relazione della capa dell’ufficio tecnico, Sara Angius». Sulla stessa linea Francesca Marchi (Oristano più): «Il piano è un documento, poi bisognerà metterlo in pratica e usarlo, che sia questa o la prossima amministrazione. L’intenzione ora è di dotare il Comune di uno strumento valido di programmazione, come è stato per esempio per il piano di abbattimento delle barriere architettoniche»
Le criticità Secondo quanto emerso dal documento, interi quartieri e frazioni risultano ancora privi di infrastrutture essenziali come i sistemi di irrigazione, elemento che condizionerà tempi e priorità degli interventi. L’elenco delle vie è lungo e articolato. A Donigala Fenughedu, ad esempio, compaiono via Santa Maria Bambina, via Oristano, via Santa Petronilla, via Cabras, via Monte Grighine, via dei Cipressi e via Brigata Sassari, oltre a piazza Sant’Antonino e piazza Chiesa: nella maggior parte dei casi il sistema di irrigazione risulta assente, con poche eccezioni limitate a tratti specifici. Situazione simile nelle frazioni di Nuraxinieddu e Massama, dove vengono citate via Bologna, via Regina Elena, via Cortis e via San Giacomo, anche qui con dotazioni ancora incomplete. Il quadro non cambia sul litorale. A Torregrande il Piano passa in rassegna il lungomare Eleonora d’Arborea e strade come via Stella Maris, via Domenico Millelire, via dei Pescatori, via Caboto e via Marco Polo: anche in questo caso la quasi totalità delle aree risulta sprovvista di impianti, segnalando una rete del verde ancora fragile proprio nei punti di maggiore pressione turistica.
L’utilizzo Questi riferimenti non vanno però letti come un elenco di cantieri imminenti, ma come una mappa delle priorità tecniche per la città. Il Piano infatti non interviene “via per via”, ma introduce un modello basato su tipologie di aree e livelli di manutenzione. Nelle zone residenziali – dove si trovano scuole, impianti sportivi e quartieri densamente abitati – è prevista una gestione intensiva, con sfalci frequenti, potature e verde attrezzato. Nelle aree periferiche il livello scende a una manutenzione intermedia, mentre nelle zone semi-naturali, come piste ciclabili e corridoi verdi, gli interventi si riducono al minimo indispensabile, privilegiando alberi e arbusti idonei rispetto ai prati. Nelle aree più marginali, infine, l’obiettivo è lasciare spazio all’evoluzione naturale, con interventi quasi nulli.
Operazioni strutturate Accanto alla manutenzione ordinaria – che comprende sfalci, decespugliamenti e cura dei cigli stradali – il Piano introduce anche azioni più strutturali: creazione di corridoi ecologici, recupero di aree degradate, nuovi habitat e controllo delle specie invasive, con l’obiettivo di ricucire un territorio oggi frammentato. Il risultato è un cambio di approccio netto: dalle manutenzioni occasionali a una pianificazione organica, dove le strade citate diventano il punto di partenza per costruire una rete verde più efficiente. Una trasformazione che passa prima di tutto da interventi invisibili, come l’irrigazione e la gestione differenziata, ma destinata a incidere su qualità della vita e immagine della città.
Il braccio operativo Uno dei temi che si aspetta di affrontare rispetto a eventuali applicazioni del piano del verde è il ruolo della Oristano servizi. Fa notare ancora Massimiliano Daga: «Anche il progetto migliore va accompagnato con un supporto operativo che sia all’altezza delle programmazioni. Pe questo, resterà urgente, una volta discussa in aula la teoria, capire come si possa passare alla pratica nell’interesse della cittadinanza». © RIPRODUZIONE RISERVATA
