La Nuova Sardegna

Oristano

Il caso

Stop definitivo per il nuovo mercato – Ora solo la mediazione può salvarlo

di Enrico Carta
Stop definitivo per il nuovo mercato – Ora solo la mediazione può salvarlo

Il progetto del Comune redatto senza interpellare la Soprintendenza. Ma l’edificio è un bene storico vincolato

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Oristano Per ora i sogni rimangono nel cassetto assieme al progetto per la ristrutturazione del mercato di via Mazzini e di via Mariano. Dopo che la Soprintendenza, com’era naturale che fosse perché previsto dalle leggi, ha applicato il vincolo storico, si fa in salita la strada per rimettere a nuovo quello che oggi è un rudere. La procedura ripartita dopo la nuova presentazione del progetto che, sin dal momento in cui si stava valutando la questione del vincolo storico, aveva rallentato la propria corsa, si è definitivamente arenata nei giorni scorsi al termine della conferenza di servizi asincrona. Il Comune, come previsto da questo tipo di azione amministrativa semplificata rispetto alla normale conferenza di servizi che prevede l’incontro tra le parti coinvolte nelle valutazioni, ha inviato la documentazione per via telematica. L’Ufficio tecnico sperava di ottenere un via libera o comunque una risposta meno condizionante di quella che invece è arrivata e che prevede notevoli modifiche rispetto al nuovo progetto che sembra più mirare a quei sogni di modernità espressi ripetutamente durante le riunioni della commissione consiliare ai Lavori pubblici che alla fattibilità nel rispetto dei vincoli urbanistici e architettonici. Fatto sta che le prescrizioni sono tali e tante che il progetto necessita di una revisione profonda rispetto a come era stato pensato.

Ci sono vari aspetti critici da modificare assolutamente, con l’ostacolo maggiore che è costituito dalla copertura a volta che nelle idee dei progettisti doveva sparire quasi del tutto e che invece va conservata pressoché integralmente per non stravolgere l’essenza dell’edificio. La giunta comunale aveva rotto gli indugi nei mesi scorsi arrivando a presentare il nuovo progetto addirittura in un incontro pubblico. Lo scetticismo iniziale era stato vinto grazie alle rassicurazioni arrivate proprio dall’Ufficio tecnico che aveva ribadito più volte alla parte politica che il progetto nuovo sarebbe stato a prova di bomba o, meglio, a prova di Soprintendenza. Invece è scattato il vincolo che ha avuto l’effetto di una doccia fredda, anche perché il sindaco Massimiliano Sanna e gli assessori Gianfranco Licheri e Valentina de Seneen si erano spesi in prima persona indicando addirittura come ipotetica data per l’inizio dei lavori la fine dell’anno. Con la Soprintendenza non ci sarà un muro contro muro, anche perché è impossibile dribblare le leggi in materia di patrimonio architettonico, che in quanto leggi vanno rispettate. Bisognerà entrare quindi nei meandri del progetto e studiare vie alternative per adeguarlo senza stravolgerlo, perché in tal caso sarebbero necessarie procedure speciali e ci sarebbe poi da riconsiderare tutto il discorso del finanziamento che già ora è insufficiente e potrebbe esserlo in misura maggiore. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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