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Oristano

La sentenza

Gli chiedono di restituire 30mila euro, ma il tribunale blocca il decreto ingiuntivo – Cosa è successo

di Caterina Cossu

	Il tribunale di Oristano
Il tribunale di Oristano

Il cliente aveva sottoscritto un contratto di finanziamento, poi interrotto i pagamenti

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Oristano Nuovo stop del Tribunale di Oristano a un decreto ingiuntivo richiesto da una società di recupero crediti. Con la sentenza n. 274/2026 del 27 aprile, il giudice Stefano Poggio ha accolto l'opposizione presentata dagli avvocati Mario Biolchini e Carlo Barberio, revocando integralmente un decreto con cui a un cittadino era stato chiesto il pagamento di 33.600 euro, oltre interessi e spese, quale residuo di un contratto di finanziamento passato nel tempo attraverso diverse cessioni. La difesa ha contestato sia la documentazione posta a fondamento della richiesta di pagamento sia la legittimazione della società creditrice, sostenendo che non fosse stata fornita la prova dell'effettivo trasferimento di quello specifico credito nel corso delle varie operazioni di cessione. Il Tribunale ha ritenuto decisiva proprio questa eccezione. Nella sentenza il giudice evidenzia che mancava la prova concreta che il credito vantato nei confronti del debitore fosse realmente compreso tra quelli trasferiti. In particolare, non sono stati prodotti il cosiddetto “data tape”, l'elenco nominativo dei crediti ceduti né altra documentazione idonea a collegare con certezza il finanziamento contestato al portafoglio acquistato dalla società. Per queste ragioni il decreto ingiuntivo è stato revocato integralmente e la società è stata condannata anche al pagamento delle spese processuali.

Secondo l'avvocato Mario Biolchini, si tratta di una decisione che conferma l'importanza di verificare attentamente la documentazione prodotta nei procedimenti di recupero crediti. «È assolutamente necessario impugnare tempestivamente il decreto ingiuntivo se si vuole contestarne la legittimità ed evitare che il debito si consolidi. Ogni vicenda va valutata caso per caso, ma questa sentenza dimostra che è fondamentale verificare se la società creditrice sia effettivamente in grado di provare la titolarità del credito e la correttezza della documentazione prodotta». La decisione rappresenta il secondo caso analogo reso noto nelle ultime settimane dagli stessi legali, dopo un'altra sentenza del Tribunale di Oristano che aveva portato alla revoca di un decreto ingiuntivo per analoghe carenze nella prova della cessione del credito.

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