Bonus rifiuti, per incassarlo bisogna andare in banca a ritirare i contanti: scoppia la protesta
Contestata la procedura scelta dal Comune che chiarisce i motivi di tale soluzione
Oristano Il bonus sociale rifiuti arriva, ma per incassarlo bisogna presentarsi in banca e ritirare i soldi in contanti. Una modalità che sta provocando le lamentele di alcuni cittadini di Oristano, destinatari in questi giorni dei mandati di pagamento relativi all’agevolazione collegata alla Tarip. Si tratta in molti casi di poche decine di euro e a suscitare le proteste non è l’entità del contributo, ma il sistema scelto per liquidarlo. Il disagio riguarda soprattutto le persone anziane o chi, per raggiungere lo sportello negli orari di apertura, deve fare l’equilibrista con gli orari di lavoro. A rendere meno comprensibile la procedura agli occhi dei beneficiari c’è poi l’avvicinarsi della nuova bollettazione Tarip: la prima rata scadrà infatti il 16 settembre. Da qui la domanda: perché non scalare direttamente il bonus dalla somma dovuta?
A raccogliere e rilanciare le segnalazioni è anche il consigliere di minoranza Francesco Federico, che contesta la procedura e pone il problema della semplificazione: «Perché trasformare un beneficio in un ulteriore disagio burocratico? Perché non semplificare la vita agli oristanesi quando si potrebbe con un minimo di buon senso?». Secondo Federico sarebbe stato più semplice applicare lo sconto sulla prossima bolletta oppure, una volta scelta la strada del rimborso, consentire l’accredito sul conto corrente dei beneficiari.
A spiegare perché entrambe le soluzioni non fossero percorribili è l’assessore comunale al Bilancio Simone Prevete. Il primo ostacolo è legato ai tempi: «Il bonus doveva essere trasmesso alla banca entro il 30 giugno. A quella data, tuttavia, il consiglio comunale non aveva ancora approvato la Tarip, la cui prima rata è prevista in scadenza il 16 settembre. Non era quindi possibile procedere con una compensazione sulla prima rata». Impraticabile, secondo l’amministrazione, anche la strada del bonifico. L’Inps, spiega ancora Prevete, ha trasmesso al Comune «esclusivamente i nominativi dei beneficiari e i relativi indirizzi», senza comunicare gli estremi dei conti correnti. Il Comune non disponeva quindi dei dettagli iban necessari per effettuare direttamente gli accrediti. In queste condizioni, sostiene ancora l’assessore, il pagamento attraverso il mandato da riscuotere in contanti rappresentava «l’unica soluzione praticabile», fatta eccezione per la commutazione in assegno circolare, che avrebbe però comportato per il beneficiario anche l’addebito delle relative spese.
Prima di procedere, l’amministrazione – con il supporto degli uffici – ha chiesto un’ulteriore verifica alla Tesoreria del Banco di Sardegna di Sassari proprio per accertare che la modalità individuata non creasse problemi. «Ci è stato risposto che non vi erano problemi e che si poteva procedere in questo modo» precisa Prevete. Un’alternativa resta comunque per chi non può recarsi personalmente in banca. Il beneficiario può rivolgersi all’Ufficio Tributi e chiedere la commutazione del mandato in un assegno circolare non trasferibile. «In quel caso – assicura ancora Prevete – l’ufficio provvederà immediatamente a modificare il titolo già trasmesso alla tesoreria.
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