Nuova gestione, nuovo cartellone: così lo storico teatro riprende vita – Le iniziative
Sardegna Teatro è pronta ad aprire il sipario sulla nuova programmazione del Garau di Oristano
Oristano Domani sera il Teatro Garau riapre il sipario e comincia una nuova storia. Alle 20.30 sarà Horse, la performance di Elise Bjerkelund Reine e Fernanda Alemàn, ad aprire la programmazione firmata da Sardegna Teatro, il nuovo gestore della struttura per i prossimi cinque anni. Lo spettacolo, che esplora il rapporto tra corpo e tecnologia, nasce all’interno del progetto europeo «Island Connect II» e porta in città una prima traccia di quella dimensione internazionale che accompagnerà il nuovo corso del teatro. A essere nuovo non è semplicemente il cartellone, ma l’idea sottesa alla nuova gestione: fare del teatro un luogo da vivere durante tutto l’anno, con una programmazione che affianchi alla prosa teatro, danza, musica, spettacoli per famiglie, attività per le scuole, laboratori e residenze artistiche.
Il progetto prevede fino a 300 giornate di attività e mantiene la stagione di prosa storicamente curata dal CeDAC, aprendola però a produzioni nazionali e internazionali e ai nuovi linguaggi della scena. Il programma si svilupperà sotto il nome «TAG», acronimo di Teatro Antonio Garau ma anche parola presa in prestito dai social. Le proposte sono raccolte attorno a temi diversi, dalla memoria alla provocazione, dal corpo alla cura. Un modo per dare un filo comune a spettacoli molto diversi tra loro e, soprattutto, per costruire una proposta che non sia rivolta soltanto al pubblico tradizionale del teatro.
Dopo Horse, a ottobre arriveranno due residenze. Dal 5 all’11 la regista Livia Gionfrida lavorerà alla nuova produzione dedicata a Goliarda Sapienza. Dal 20 al 25 toccherà invece a Ophelia, progetto di teatrodanza di Luca Giacomoni con Giulia Quacqueri e Daniela Pes, che rilegge l’Amleto dal punto di vista della protagonista femminile. Il 16 ottobre sarà in scena Apocalisse Tascabile di Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri.
La programmazione è soltanto una parte del progetto. L’altra, forse la più importante, riguarda il rapporto con la città. Prima di costruire il nuovo corso, Sardegna Teatro ha chiamato cittadini, associazioni, scuole, operatori culturali, imprese e giovani a confrontarsi sul futuro del Garau. È successo il 25 giugno, con l’Open Day «Garau in ascolto: costruiamo insieme il nostro teatro». Da quell’incontro è partito un percorso di coprogettazione che dovrebbe portare alla nascita del Manifesto del nuovo Garau, con identità, obiettivi e priorità condivise. E dentro questo disegno c’è anche la volontà di legare il teatro alla storia e alla vita della città: il “Cantiere Garau” sarà dedicato alla figura e all’opera di Antonio Garau, mentre spettacoli di comunità e rievocazioni, comprese quelle dedicate a Eleonora d’Arborea, coinvolgeranno direttamente i cittadini. L’obiettivo, quindi, è fare del Garau uno spazio aperto, frequentato e riconoscibile della vita culturale. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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