La Nuova Sardegna

L’inchiesta

Chiamava i bambini del nido “maiali” e “galline” e poi li picchiava: educatrice sospesa dal servizio

di Emilio Orlando
Chiamava i bambini del nido “maiali” e “galline” e poi li picchiava: educatrice sospesa dal servizio

La donna è stata ripresa dalle telecamere installate dopo la segnalazione dei genitori dei piccoli

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Roma «Siete proprio delle galline», «maiali», «vi disintegro», «non vi faccio bere». Quando poi chiedevano di andare in bagno urlava: «Te faccio fa' la piscina». Frasi che, secondo la Procura di Roma, un'educatrice di 62 anni avrebbe rivolto ai piccoli di un asilo nido comunale dell'Appio Latino. Il gip del Tribunale di Roma ha disposto la sospensione dal servizio della donna, gravemente indiziata del reato di maltrattamenti nei confronti di minori. Il provvedimento cautelare è stato eseguito dai carabinieri della stazione San Giovanni, gli stessi che hanno condotto l'inchiesta coordinata dalla magistratura di piazzale Clodio.

L'indagine era stata avviata nel mese di maggio dopo le segnalazioni presentate da alcuni genitori, preoccupati per il comportamento dell'educatrice nei confronti dei figli, tutti di età intorno ai tre anni. Per verificare quanto denunciato, gli investigatori hanno installato dispositivi di intercettazione audio e video all'interno della struttura scolastica.

Secondo l'accusa, le registrazioni avrebbero documentato una condotta abituale e sistematica fatta di offese, umiliazioni e minacce, ma anche numerosi episodi di violenza fisica consumati durante le attività quotidiane del nido. Nelle immagini riprese con i dispositivi investigativi, si vede la 62enne strattonare i bambini afferrandoli per le braccia, sollevandoli da terra e mettendoli bruscamente sulle sedie. In altri episodi, sempre secondo la ricostruzione investigativa, i piccoli sarebbero stati colpiti con schiaffi alla testa, alla nuca, al volto, alle braccia e alle gambe, mentre piangevano o faticavano a seguire le indicazioni dell'insegnante.

Le conversazioni captate avrebbero inoltre restituito un clima intimidatorio, segnato da un linguaggio ritenuto incompatibile con il ruolo educativo. Tra gli episodi contestati compaiono gli insulti "Siete proprio delle galline" e "maiali", le minacce "vi disintegro" e "non vi faccio bere", oltre all'espressione "Te faccio fa' la piscina" pronunciata, secondo gli inquirenti, quando un bambino chiedeva di poter andare in bagno. Sulla vicenda è intervenuta l'assessora capitolina alla Scuola, Claudia Pratelli: «Quanto contestato è radicalmente incompatibile con l'idea di cura, rispetto e responsabilità che è alla base dei servizi educativi di Roma Capitale». L'assessora ha quindi aggiunto: «Conosco la passione, la competenza e l'intelligenza con cui lavorano ogni giorno le circa 6mila educatrici, educatori, dei nostri nidi e delle nostre scuole dell'infanzia. Proprio per questo ferisce e indigna pensare che anche una sola persona possa essersi comportata in modo così profondamente inadeguato».

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