Recuperato il meccanismo originale, l’antico orologio della chiesa torna a battere grazie a un artigiano di Genova
I rintocchi del campanile attesi da tutta la comunità, il vicesindaco: «Il lavoro ha permesso di conservare il sistema originale del 1875»
Bosa Il meccanismo originale del 1875 è stato recuperato e rimesso in funzione, mentre il battito delle ore sarà affidato a un sistema elettronico regolabile, per non rintoccare durante le ore notturne. Si è conclusa ieri l’ultima fase del restauro dell’antico orologio civico sulla facciata della Chiesa del Rosario, nel centro storico di Bosa. Il meccanismo è pronto a ripartire, ma per sentirlo nuovamente scandire il tempo della città bisognerà attendere la giornata di inaugurazione.
A fare il punto sull’intervento è il vicesindaco Federico Ledda: «Il restauro del meccanismo interno, affidato a Luca Rocca, restauratore di Genova, si era concluso a luglio – racconta –. Il lavoro ha permesso di conservare il sistema originale, risalente al 1875, recuperando le parti deteriorate, pulendo i componenti e ripristinandone il funzionamento». Restava da risolvere la questione dei rintocchi: «Il meccanismo storico era infatti progettato per battere le ore anche durante la notte, con possibili disagi per i residenti. Per questo è stato installato un battitore elettronico, montato oggi dalla ditta UTC di Cagliari, che consentirà di regolare gli orari e la durata dei rintocchi, scegliendo anche se attivare il suono delle ore o dei quarti». La prova effettuata venerdì 9 ottobre è andata bene. L’intervento sul meccanismo è costato 20mila euro, ai quali si aggiungono altri 5mila euro per il battitore elettronico. Al finanziamento ha contribuito anche la Pro loco, che ha messo a disposizione i fondi raccolti anni fa attraverso una sottoscrizione popolare, coinvolgendo così i cittadini nel recupero del manufatto. Il restauro restituisce alla città un elemento di particolare valore storico e artistico, al quale i bosani sono legati anche per il suo ruolo nella vita quotidiana. Fino agli anni Novanta, infatti, l’orologio scandiva le giornate di chi viveva nel centro storico, segnando il tempo della comunità del Lungotemo. La conclusione dei lavori si inserisce nel percorso di recupero e valorizzazione del patrimonio culturale cittadino. Ora resta da fissare la data dell’inaugurazione, che segnerà il ritorno ufficiale in funzione di uno dei simboli più riconoscibili di Bosa. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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