La Nuova Sardegna

Sassari

L’inchiesta “Replay”

Fiumi di droga a Sassari, in cella due boss dello spaccio

di Nadia Cossu
Fiumi di droga a Sassari, in cella due boss dello spaccio

Nuovo colpo alla criminalità da parte dei carabinieri della sezione operativa. La svolta grazie alle rivelazioni di un pusher

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Sassari Ha raccontato agli investigatori come funzionava la rete dello spaccio, chi la dirigeva e come venivano consegnate e pagate le partite di droga.

Le dichiarazioni di uno degli indagati dell’operazione Replay dello scorso agosto – che ha indicato nomi, ruoli e modalità delle cessioni – hanno contribuito a ricostruire un secondo circuito criminale attivo a Sassari.

Quell’attività (coordinata dai sostituti procuratori della Repubblica Giovanni Porcheddu e Giovanni Dore) aveva già portato a una serie di arresti da parte dei carabinieri per lo spaccio di droga nel centro storico di Sassari, in particolare nella zona di San Donato. Ora, dalle pieghe della stessa inchiesta, sono arrivati altri due provvedimenti cautelari, sempre eseguiti dai militari della sezione operativa dei carabinieri della compagnia di Sassari.

Il racconto del coindagato ha trovato riscontri nelle intercettazioni, nei documenti sequestrati e nelle successive perquisizioni. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo di Joseph Eberechi Azuka, indicato dagli investigatori come uno dei vertici del gruppo, e l’arresto di Charles Chukwuma Ezeala. Per entrambi, difesi dagli avvocati Carlo Pinna Parpaglia e Marco Palmieri, è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

A rendere particolarmente rilevante il contributo del “collaboratore” è stata la ricostruzione del sistema delle cessioni «a debito»: la droga veniva consegnata agli spacciatori, che la pagavano successivamente con il ricavato delle vendite. Secondo il suo racconto, Azuka non si sarebbe limitato a fornire stupefacenti, ma avrebbe gestito anche il denaro e coordinato altri soggetti.

In un’occasione, gli avrebbe consegnato 50 grammi di eroina e 60 di cocaina, affidandogli poi ulteriori 60 grammi di cocaina tramite Ezeala. Le dichiarazioni hanno trovato riscontro, secondo quanto riportato nell’ordinanza, negli appunti contabili sequestrati ad Azuka, nelle intercettazioni risalenti al 2023 e nel materiale recuperato nell’abitazione di Ezeala: bilancini di precisione, strumenti per il confezionamento, sostanze da taglio e stupefacenti. Elementi che, per il giudice, hanno rafforzato il quadro indiziario a carico dei due indagati.

L’inchiesta ha così delineato la presenza di due distinti gruppi di spaccio nel centro storico sassarese, con propri referenti e pusher incaricati delle vendite al dettaglio. Per gli investigatori, le parole del coindagato hanno rappresentato un passaggio importante per collegare episodi risalenti al 2023 con un’attività che sarebbe proseguita negli anni successivi, fino alle nuove misure cautelari. Azuka è stato inoltre indicato nell’ordinanza come figura di riferimento per la gestione degli incassi e dei rapporti con gli altri componenti del gruppo: un ruolo chiave, in sintesi, nella gestione della rete di spaccio.

Nel suo negozio e nella sua abitazione erano stati sequestrati denaro contante e appunti ritenuti riconducibili alla contabilità dello smercio della droga. Anche su queste basi, il giudice Gianpaolo Piana ha disposto il sequestro preventivo delle somme già sottoposte a sequestro probatorio

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