La Nuova Sardegna

Social

Instagram e TikTok, ecco i sardi che vivono viaggiando… e guadagnando

Instagram e TikTok, ecco i sardi che vivono viaggiando… e guadagnando

I travelblogger sempre più numerosi anche nell’isola. C’è chi parla dei luoghi, chi dei cibi, chi “posta” emozioni

2 MINUTI DI LETTURA





Sassari La concezione del viaggio è cambiata. Al viaggiare inteso come vacanza, come momento perfetto per evadere dall’ordinarietà e dal lavoro. Adesso raccontare il viaggio è un lavoro, nel senso che dietro ci sono competenze e nulla è lasciato al caso.

Ci sono quelli che condividono dettagliatamente ogni informazione delle esperienze dall’altra parte del mondo. Diventano influencer del viaggio perché con l’approccio della guida forniscono consigli, trucchi, apparecchiano già la tavola per chi vuole andare in India, Cina o Giappone ma non sa proprio come fare.

Ci sono quelli che non si mettono a condividere spostamenti, orari, percorsi, ma puntano alle emozioni. E via di reel con canzoni in sottofondo, caroselli fotografici suggestivi, tramonti con l’aperitivo e albe col latte macchiato. Ci sono gli avventurieri, che vivono le mete più esotiche e lontane possibili in maniera on the road. Ci sono gli influencer dei cibi, che fanno le tappe dei continenti per assaggiare i piatti più strani. In tutti questi casi, si condivide sui profili di Instagram e TikTok, qualcuno ha il canale Youtube. Esistono influencer, travelblogger e travel content creator, la differenza sta nelle sfumature. Difficile farne un censimento, ma in Sardegna nel giro degli ultimi anni sono tanti tanti creatori di contenuti social dedicati ai viaggi. Profili con centinaia di migliaia di seguaci oppure ancora pochissime migliaia, che dall’isola viaggiano attorno al globo per il gusto di farlo diventare il loro lavoro.

Solitamente le biforcazioni sono due, nel senso che i travel influencer e content creator si specializzano nell’organizzazione di viaggi di gruppo, spesso con alle spalle una certificazione di guida turistica, e diventano un’agenzia di viaggi evoluta nell’era dei social. Oppure prendono una direzione più votata al marketing e alla capacità di creare campagne comunicative. Esiste persino una pagina di Salvatore Aranzulla sul tema: “Ecco come diventare travelblogger”, un’infarinatura per i principianti. Il pubblico dei social ama il racconto dei luoghi mistici ed esotici, e infatti vanno per la maggiore le capitali del sudest asiatico. Non è un lavoro per tutti: serve dedizione, talvolta la disposizione a viaggiare da soli, la curiosità per il mondo, lo spirito di adattamento e, certo, la capacità di saper creare foto, video e testi accessibili a tutti e in linea con i trend. (paolo ardovino)

Primo piano
Polizia postale

“Vota mia cugina in questo sondaggio” ma è una truffa

Le nostre iniziative