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Assalto a portavalori con armi e bombe: ecco chi c’è dietro la rapina secondo gli investigatori

Assalto a portavalori con armi e bombe: ecco chi c’è dietro la rapina secondo gli investigatori

Gli inquirenti sulle tracce della banda che è riuscita a portare via 400mila euro

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Ortona Un copione ormai collaudato, studiato nei minimi dettagli e messo in scena con una rapidità impressionante. All’alba, sull’autostrada A14, un commando entra in azione trasformando per pochi minuti la carreggiata in uno scenario da film d’azione. Un veicolo piazzato di traverso per chiudere ogni via di fuga, fumogeni per creare confusione, chiodi sull’asfalto per rallentare eventuali inseguitori e armi automatiche per intimidire: una sequenza fulminea che, secondo gli investigatori, rimanda a gruppi specializzati della criminalità foggiana, probabilmente provenienti dalla zona di Cerignola.

L’assalto scatta intorno alle 6.30, nel tratto nord tra Ortona e Pescara. Il bersaglio è un furgone blindato della società di vigilanza Aquila, bloccato da un furgone bianco che ne impedisce la marcia. In pochi istanti la strada viene avvolta dal fumo e i due vigilantes, minacciati con le armi, sono costretti a scendere dal mezzo. Vengono esplosi anche alcuni colpi contro il blindato, poi la fuga: i rapinatori si allontanano con un bottino stimato intorno ai 400mila euro, lasciando dietro di sé il veicolo utilizzato per il blocco, dato alle fiamme sulla corsia nord della Bari-Pescara.

Nessun ferito, nessun contatto diretto oltre l’intimidazione. Un’operazione “chirurgica”, ma con pesanti ripercussioni sulla viabilità: il traffico, già intenso per l’orario di punta dei pendolari, resta completamente paralizzato per ore, fino all’intervento della polizia stradale, dei vigili del fuoco e dei soccorritori del 118.

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