Violenta una bimba di 10 anni, genitori condannati a pagare il risarcimento: «Non hanno saputo educare il figlio»
L’abuso era stato commesso da un 16enne durante un pranzo fra due famiglie
Treviso La giustizia civile ribadisce un principio destinato a far discutere: quando un minore commette un reato grave, la responsabilità può ricadere anche sui genitori. Così ha stabilito una sentenza della prima sezione civile del Tribunale di Treviso che ha riconosciuto un risarcimento complessivo superiore ai 130mila euro a favore di una bimba vittima di violenza sessuale e dei suoi familiari. A rispondere economicamente non sarà solo l’autore materiale del fatto, ma anche i suoi genitori, ritenuti responsabili per carenze educative.
I fatti risalgono al 2012. La violenza si consuma in un’abitazione, durante un pranzo tra le due famiglie. Gli adulti erano impegnati in un’altra parte della casa, mentre i figli venivano lasciati soli in camera per alcune ore. È in quel lasso di tempo che il sedicenne, figlio dei padroni di casa, abusa della bambina, figlia degli ospiti. La minore tenta di sottrarsi e successivamente racconta tutto ai genitori. Accompagnata al Pronto soccorso, viene sottoposta a una visita ginecologica che conferma l’abuso. Ora la sentenza che condanna i genitori a risarcire il danno: «Non hanno saputo educare il figlio». La sentenza è stata emessa sulla base dell’articolo 2048 del codice civile, che disciplina la responsabilità dei genitori per i danni causati dai figli minorenni. Il comportamento del ragazzo è stato ritenuto conseguenza di una carenza educativa, configurando la cosiddetta culpa in educando, principio già affermato in precedenti decisioni e richiamato più volte dalla Corte di Cassazione.
