Addio alla carta d’identità cartacea: ecco cosa cambia e la data da cerchiare nel calendario
Novità anche sullo Spid, che da quest’anno diventerà a pagamento
C’è una data da cerchiare in rosso per chi è ancora in possesso della carta d’identità cartacea: 3 agosto 2026. Da quel giorno il vecchio documento non sarà più valido e l’unica carta di identità utilizzabile sarà la Cie, la versione elettronica. La scadenza è fissata dal Regolamento europeo 1157/2019 ed è stata ufficializzata dal Ministero dell’Interno con la circolare n. 76 del 2025.
Il passaggio alla Cie sarà obbligatorio per tutti i cittadini italiani, non solo per chi deve espatriare, come erroneamente circolato sui social. Dovranno richiederla anche coloro che hanno una carta cartacea con scadenza successiva al 3 agosto 2026.
Over 70, l’ipotesi della Cie “illimitata”
Per alleggerire la pressione sugli uffici, il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha annunciato una proposta per consentire agli over 70 di ottenere una Cie con durata sostanzialmente illimitata. L’obiettivo è evitare agli anziani procedure complesse come prenotazioni online e accessi con Spid. Al momento, però, si tratta ancora di un progetto.
Spid a pagamento e malumori
Dal 2026 lo Spid gratuito è destinato a scomparire. Poste ha introdotto un canone di 6 euro l’anno dal secondo anno di utilizzo; scelte analoghe sono state adottate anche da Aruba e Infocert. In Italia le identità Spid attive sono circa 41 milioni.
Il risultato è un doppio costo per i cittadini: Spid a pagamento e Cie a pagamento (circa 22 euro). Una combinazione che ha scatenato proteste e polemiche sui social.
Cie ancora poco utilizzabile
Nonostante l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di accettare la Cie dal 2021, molti servizi digitali funzionano ancora solo con Spid. Restano escluse numerose Asl, enti locali, università, servizi di trasporto e piattaforme sanitarie. Criticità anche per chi non possiede smartphone con tecnologia Nfc.
Anche molti soggetti privati — banche, assicurazioni, fornitori di energia — non consentono l’accesso tramite Cie. Secondo Agid, i servizi federati alla Cie sono oltre 18mila pubblici e circa 170 privati, ma la copertura resta incompleta.
