La Nuova Sardegna

Cronaca

Omicidio Musu, l’uomo arrestato confessa: «L'ho ucciso io, chiedo scusa alla famiglia»

di Luciano Onnis
Omicidio Musu, l’uomo arrestato confessa: «L'ho ucciso io, chiedo scusa alla famiglia»

Determinanti due elementi d’indagine raccolti dai carabinieri

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Carbonia Ha ammesso davanti al gip con una dichiarazione spontanea di essere stato lui ad uccidere Giovanni Musu, 53enne di Carbonia, e ha chiesto scusa ai familiari. Poi si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del giudice. William Serra, 38 anni, di Carbonia come la vittima, ha confessato l’omicidio nell’udienza di convalida tenutasi davanti al giudice delle indagini preliminari Enrico Altieri, seguendo la linea processuale scelta dal suo difensore, avvocato Fabio Basile.

Il presunto omicida è in carcere a Uta in custodia cautelare da lunedì scorso, indagato per i reati di omicidio volontario con aggravante della premeditazione, rapina aggravata e tentata distruzione del cadavere. Era però indagato fin dal secondo giorno dopo il ritrovamento del cadavere di Musu, ucciso con tredici coltellate e il taglio della gola nella notte fra il 16 e 17 gennaio scorsi. Un delitto orribile che ha scosso la comunità di Carbonia e che ha tenuto impegnati giorno e notte i carabinieri della Compagnia di Carbonia e del nucleo investigativo provinciale. Le prove raccolte dagli investigatori contro William Serra sono state considerate inconfutabili e il gip Altieri ha firmato l’ordine di carcerazione per il presunto omicida.  

Determinanti due elementi d’indagine raccolti dai carabinieri: gli sms inviati dall’assassino alla ex fidanzata qualche ora dopo l’omicidio con la confessione «l’ho ucciso io», poi altri messaggini con l’aggiunta di diversi particolari; quindi le immagini di alcune telecamere di impianti di videosorveglianza nella zona del parco Rosmarino, dove Serra ha compiuto l’efferato omicidio, che lo ritraggono incappucciato sbucare fuori dalla vegetazione del parco e correre verso via Liguria, per poi ricompare un minuto dopo nella vicina piazza Cagliari senza cappuccio ma con lo stesso abbigliamento. Un’ora dopo altre immagini in via Lazio, con abiti diversi, diretto verso casa della ex fidanzata. Si è presentato a lei trafelato dicendo che stava andando a fare una rapina e che lo stavano aspettando.

Aveva le scarpe coperte da calze slabbrate e piene di terriccio che si era messo nel parco per commettere l’omicidio e non lasciare impronte di scarpe. Andato via in tutta fretta, tre quarti d’ora dopo cominciò a inviarle una serie di sms con cui affermava di aver ucciso Giovanni e come, senza trascurare agghiaccianti particolari. L’indomani mattina, la donna, letteralmente terrorizzata e messa davanti alle sue responsabilità dai carabinieri circa la reticenza e il favoreggiamento, ha svuotato il sacco e raccontato quanto accaduto la notte precedente.

Questi elementi, più le immagini degli impianti di videosorveglianza, hanno incastrato William Serra e la richiesta di arresto formulata dal sostituto procuratore Danilo Tronci - che ha coordinato le indagini dei carabinieri, diretti dal capitano Matteo Scarpino comandante la Compagnia di Carbonia e dal maggiore Enrico Santurri del nucleo investigativo provinciale – è stata accolta dal gip Altieri che ha emesso il provvedimento di detenzione cautela in carcere per il presunto assassino. L’efferato omicidio – sempre stando alla ricostruzione degli investigatori – sarebbe avvenuto nel contesto di una cessione di cocaina dall’uno all’altro. Poi la lite e l’uccisione di Giovanni Musu da parte di Serra con tredici coltellate alle spalle e all’addome, con feroce taglio finale della gola per sincerarsi che il rivale fosse morto. Per chiudere il feroce omicidio, il tentativo di bruciare il cadavere per cancellare ogni prova.

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