La Nuova Sardegna

Femminicidio

Ragazza di 17 anni uccisa e gettata in un canale, la disperazione degli amici che hanno ritrovato il corpo

Ragazza di 17 anni uccisa e gettata in un canale, la disperazione degli amici che hanno ritrovato il corpo

Sull’episodio indagano i carabinieri che hanno dovuto placare gli animi quando si era diffusa la voce che a ucciderla fosse stato un ragazzo con problemi mentali

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Torino Si chiamava Zoe Trinchero la ragazza di 17 anni trovata priva di vita intorno alla mezzanotte di ieri, venerdì 6, nel rio Nizza, nel punto in cui il corso d’acqua confluisce nel torrente Belbo, a Nizza Monferrato.

Il corpo è stato notato per primo da un residente della zona, che dalla propria abitazione ha scorto una sagoma nell’acqua. Sceso per verificare, l’uomo si è imbattuto nel gruppo di amici della giovane, che la stavano cercando dopo il suo allontanamento dall’abitazione di uno di loro, dove avevano cenato e trascorso la serata.

Sono stati proprio gli amici a recuperare il corpo e a portarlo sulla riva. Una volta estratta dall’acqua, è apparso subito chiaro che per la ragazza non c’era più nulla da fare. Le richieste di aiuto al 118 si sono rivelate inutili: i soccorritori hanno potuto soltanto constatare il decesso.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i carabinieri, che hanno informato il pm di turno della Procura di Alessandria. Sul corpo della giovane sarebbero state riscontrate lesioni ritenute compatibili con una morte violenta. Ulteriori dettagli non sono stati forniti, ma gli inquirenti non escludono l’ipotesi di omicidio.

Le indagini sono in corso. I militari stanno raccogliendo le deposizioni degli amici che avevano trascorso la serata con Zoe e che l’hanno ritrovata nel rio, nel tentativo di ricostruire con precisione le sue ultime ore. La ragazza lavorava da alcuni mesi al bar della Stazione ed era conosciuta in città.

Nelle ore successive al ritrovamento, la vicenda ha assunto anche un risvolto di tensione sociale. Da tempo, a Nizza Monferrato, è presente un clima di insofferenza nei confronti di un giovane di origini africane, residente in città fin dall’infanzia e seguito dai servizi di igiene mentale per problemi psichiatrici certificati. In passato gli sono stati attribuiti episodi di danneggiamenti, schiamazzi e disturbo, oltre alla pubblicazione di un post ritenuto offensivo nei confronti delle donne.

Dopo la diffusione della notizia della morte della 17enne, alcune persone si sono radunate sotto l’abitazione del giovane, accusandolo dell’omicidio e minacciando azioni di giustizia sommaria. I carabinieri sono intervenuti con una pattuglia, allontanandolo sia per tutelarne l’incolumità sia per verificare dove si trovasse nella serata di ieri e ricostruirne gli spostamenti.

Al momento, tuttavia, le forze dell’ordine smentiscono che il ragazzo sia indagato e precisano che non esistono elementi che lo colleghino all’omicidio.

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