Statine, colesterolo e timori per la salute: il più ampio studio mai realizzato ridimensiona i rischi
Ecco cosa dice davvero la scienza sugli effetti collaterali secondo The Lancet
Roma Un ampio studio scientifico pubblicato su The Lancet rafforza le evidenze sulla sicurezza delle statine, tra i farmaci più prescritti per abbassare il colesterolo Ldl e ridurre il rischio cardiovascolare. Il lavoro interviene su un tema che continua a suscitare perplessità in una parte della popolazione, legate al timore di possibili danni per la salute associati a questi medicinali.
La ricerca è stata condotta da studiosi dell’Università di Oxford e dell’Università di Sydney. L’analisi ha preso in esame i dati di 19 studi clinici randomizzati, coinvolgendo oltre 120 mila pazienti, confrontando l’uso delle statine con il placebo e, in alcuni casi, differenti livelli di intensità del trattamento.
I ricercatori hanno esaminato i dati individuali di ciascun partecipante, concentrandosi sulla comparsa di effetti indesiderati. Il risultato principale è che la frequenza complessiva degli effetti collaterali risulta sostanzialmente sovrapponibile tra chi assume statine e chi riceve un placebo. Anche disturbi spesso citati nel dibattito pubblico, come problemi cognitivi o alterazioni della memoria, sono stati segnalati con la stessa incidenza nei due gruppi.
I pochi effetti con incidenza maggiore
Tra i 66 possibili effetti collaterali elencati dalle autorità regolatorie, solo quattro mostrano una maggiore frequenza nei pazienti trattati con statine. Si tratta di dolori muscolari, diabete e alcune variazioni riscontrabili nelle analisi delle urine o nei test di funzionalità epatica.
Secondo lo studio, questi effetti si manifestano soprattutto in presenza di dosaggi elevati e con un impatto complessivo limitato. I dolori muscolari riguardano una quota ridotta di pazienti, in particolare durante il primo anno di terapia, mentre l’aumento dei livelli di glucosio risulta significativo soprattutto nelle persone che presentano già fattori di rischio per il diabete.
Alla luce dei risultati, gli autori sottolineano la necessità di un aggiornamento dei fogli illustrativi dei farmaci, affinché le informazioni riportate riflettano in modo più aderente le evidenze scientifiche oggi disponibili.
