Lo strappo Todde-Pd, Lai: «Giusto fare una verifica nel Campo largo, serve un cambio di passo»
Il segretario Dem alla direzione del partito dopo le polemiche sulla sanità: «La presidente ha molti incarichi, non può esserci sufficiente attenzione»
Oristano Giusto fermarsi, fare un tagliando, verificare i risultati ottenuti «e le esigenze da bilanciare». «Giusto farlo dopo due anni di legislatura. Si tratta di un atto di maturità».
Così Silvio Lai, segretario regionale del Pd, aprendo nel pomeriggio di oggi venerdì 27 febbraio la sua relazione introduttiva alla direzione dei dem convocata a Oristano dopo le tensioni con la governatrice Alessandra Todde sulla nomine in sanità.
«Il tema vero sono le politiche – spiega Lai – a noi le nomine non ci interessano, siamo solo preoccupati che siano legittime e di qualità . A noi interessano le politiche, quelle che sono in carico alla presidente e alla sua qualità di coordinamento, che però richiede un'attenzione che non può essere presente quanto dovrebbe, anche per la concentrazione di incarichi, che necessariamente rubano tempo e attenzione».
Politiche della sanità, prosegue, «ma serve un cambio di passo anche su altro: enti locali, trasporti e infrastrutture, lavoro, scuola e istruzione, agricoltura e transizione ecologica, politiche della casa e per i giovani, innovazione tecnologica e transizione digitale. Queste sono le vere scommesse per contrastare la glaciazione demografica e il declino economico». Da qui la necessità di una verifica: «Abbiamo bisogno di ascoltare i nostri elettori e anche quelli che non ci hanno votato e hanno preferito altre forze di sinistra, che hanno rischiato di farci perdere e far vincere il centrodestra. E anche parlare, ascoltare chi ha scelto la coalizione opposta e che può essere ancora, alla luce di quello che sta avvenendo a livello nazionale, orientato a valutare una direzione differente. Se vogliamo migliorare la vita dei sardi dobbiamo avere il coraggio di dirci cosa funziona e cosa no». E questo tagliando, rimarca Lai, «deve riguardare tutto, senza zone grigie, senza intoccabili. Sono i sardi che ce lo chiedono, sono i nostri dirigenti militanti che lo sollecitano. Ci chiedono di rilanciare il nostro impegno e di scrivere politiche nuove. E noi dobbiamo rispondere».
Al termine del dibattito si voterà la relazione del segretario Lai.
